17 Dicembre 2013

Cardiologia, Sangiorgi arriva in aula

Cardiologia, Sangiorgi arriva in aula

di Carlo Gregori Si è aperta ieri mattina la maxi-udienza per il caso di Cardiologia del Policlinico, all’ epoca della direzione della professoressa Maria Grazia Modena. Nell’ ex sala del Metropol, oggi l’ aula più capiente del tribunale, si sono trovati più di cinquanta avvocati da tutta Italia in difesa dei 48 imputati: medici, personale che lavorava dentro, con o per Cardiologia, aziende biomedicali coinvolte nelle presunte false sperimentazioni, persone fisiche che le rappresentano legalmente e tutte le pari offese e lese che intendono costituirsi parte civile (l’ Università ha deciso di non presentarsi). L’ udienza presieduta del gup Andrea Romito è durata quattro ore con una lunga pausa, ed è stata rinviata al prossimo 12 febbraio. Il giudice ha stabilito anche un calendario di udienze che arriva fino al prossimo aprile. Tra gli imputati più in vista, nell’ aula dell’ ex cinema era presente il dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi, per la pubblica accusa capo del sodalizio al centro delle accuse di corruzione, truffa, abuso di ufficio e altri reati. L’ ex direttore di Emodinamica, il reparto al centro della inchiesta “Camici sporchi”, ieri è rimasto taciturno accanto al suo legale, l’ avvocato romano Francesco Bergamini. Occhiali, basette e baffi lunghi, Sangiorgi è rimasto silenzioso per tutto il tempo dell’ udienza. Altro imputato in vista presente in aula era il dottor Luigi Politi, accompagnato dai suoi difensori: il modenese Pier Francesco Rossi e la leccese Florinda De Carlo. I timori riguardanti la difficile gestione di un’ udienza con tanti partecipanti e tante posizioni diverse è per fortuna passato presto in secondo piano. Tuttavia, dopo la verifica delle presenze, sono emerse le prime importanti eccezioni che hanno portato il giudice a ritirarsi per quasi due ore. Il gup Romito ha poi stabilito che di queste solo alcune si potevano accogliere. In particolare, ha stralciato le posizioni del dottor Alessandro Aprile (uno dei nove medici al centro dell’ inchiesta) e di Giorgio Gobbi: entrambi non hanno ricevuto notifiche per la fine delle indagini e il rinvio a giudizio e quindi gli atti torneranno alla cancelleria della Procura per porre rimedio. Inoltre, il giudice ha riconosciuto che tutte le aziende estere e gli imputati non italiani hanno diritto a ricevere le notifiche in una lingua che non sia italiano (stante il fatto che nessuno di loro lo conosce e quindi, ricevendo gli atti giudiziari da Modena, non avevano chiara cognizione di cosa accadeva, un loro diritto). Più delicata la questione di una delle aziende coinvolte, una ditta del Nord Italia. Nessun legale si è presentato ieri mattina perché non era stata effettuata la notifica al difensore che permetteva di presentarsi all’ udienza preliminare. Tuttavia, il giudice ha chiarito che questa ditta era già stata rilevata da un’ altra azienda italiana e quindi per il giudice quest ultima legalmente continua l’ attività della prima azienda. Anche l’ azienda che la controlla oggi compare tra gli imputati e quindi risponderà per la prima. L’ udienza è stata così aggiornata a febbraio. Allora si inizierà a discutere la costituzione delle parti civili. Come previsto, ieri si sono presentati i legali della Regione (avvocati Passetti e Vicoli), del Policlinico e dell’ Ausl (avvocato Andrea Mattioli), del Comitato Etico (avvocato Claudio Natali), del Codacons, degli Amici del Cuore e della Conferenza Servizi (avvocato Valeria De Biase).

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