4 Maggio 2011

“Cardiologia, ora Cencetti faccia un passo indietro”

«Cardiologia, ora Cencetti faccia un passo indietro»
 

«GLI EVENTI di questi mesi legati al reparto di Cardiologia sono preoccupanti per l’ immagine che ne deriva del nostro Policlinico. La magistratura farà chiarezza dal punto di vista penale se ci sono state responsabilità e in quali termini. E su questo è giusto che ci sia il massimo garantismo- dice Luca Ghelfi del Pdl – Ma le responsabilità politiche e gestionali sono altra cosa. Su questo fronte il ruolo del direttore generale Stefano Cencetti non può essere sottovalutato. Soprattutto quando si pensa che inizialmente egli affermò come tutto fosse a posto nel reparto. Poi smentito dalla relazione della commissione regionale». «Per questo motivo – incalza Ghelfi – ritengo che debba fare un passo indietro: per permettere di fugare dubbi sui controlli che necessariamente scaturiranno dai dati della commissione, sulle procedure eseguire, sui consensi informati firmati, e su tutto quanto dovrà essere verificato. Nulla da eccepire sulla sua professionalità, ma la città per tornare ad avere fiducia nei medici che operano nell’ ospedale, deve sapere che tutto è stato gestito con la massima accuratezza e trasparenza. E di solito il controllato, non può essere anche controllore. E’ una questione di opportunità politica». «L’ associazione amici del cuore aveva segnalato giustamente che nei percorsi assistenziali della Cardiologia vi fossero ‘ delle criticità’ e nello stesso tempo, il Codacons aveva presentato un esposto alla Procura contenente un elenco di diverse decine di ‘ casi sospetti’ , tra cui purtroppo diversi decessi» dice Luigi Tollari della Uil. «Un gruppo di verifica della Regione, dopo un attento esame di diverse cartelle cliniche aveva puntualizzato una serie di osservazioni e disposizioni alla direzione del reparto e alla direzione generale del policlinico – continua Tollari – Infine ha chiesto proprio alla direzione generale del Policlinico di ‘ valutare se i fatti rispetto ai quali la relazione individua elementi di criticità determinino eventuali responsabilità a carico delle strutture aziendali interessate dalla verifica’ . Sulla questione, intanto, anche la Procura di Modena aveva aperto un fascicolo. Successivamente a questi fatti sono intervenuti diversi eventi, quali il ricambio di alcune cariche, l’ intervento di diversi esponenti politici pro e contro. Noi crediamo che se la direzione generale non è in grado di operare scelte in grado di riportare serenità a tutto l’ ambiente, non sarebbe male pensare di azzerare la situazione evitando però, in attesa del pronunciamento della magistratura, che si verifichi una situazione precaria ingovernabile in una struttura così importante per la nostra città e non solo. Occorre valorizzare le eccellenze, correggere rapidamente gli errori se sono imputabili a negligenze o imperizie, ma non si può destabilizzare così a lungo un intero ambiente sanitario, ove sappiamo essere presenti competenze ed altissimi profili professionali».

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