Cardiologia, medici interrogati in Procura
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fonte:
- Gazzetta di Modena
La Procura non conferma, ma fonti ospedaliere – Policlinico – confermano le indiscrezioni circolate nelle ultime ore: che quattro medici di cardiologia sono stati sentiti l’ altro giorno dai magistrati nell’ ambito dell’ inchiesta sulla sperimentazione nella clinica diretta dalla professoressa Maria Grazia Modena. I quattro medici sono stati sentiti come persone informate sui fatti, quindi per loro si è trattato di una semplice convocazione, senza l’ assistenza di un legale, fatta in prima persona dal procuratore capo Vito Zincani. Massimo riserbo su quanto hanno spontaneamente raccontato i professionisti convocati, ma due di loro avrebbero confidato ai colleghi di via del Pozzo di "aver spiegato tutto, per filo e per segno". Si cerca di capire quanto avveniva nel laboratorio di Emodinamica e in particolare sull’ affidabilità del materiale utilizzato per le sperimentazioni che facevanp capo al dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi (poi dimessosi dopo il responso negativo della commissione ispettiva regionale). Insomma i due medici, come si usa dire, avrebbero "vuotato il sacco", tanto da puntualizzare, sempre con i colleghi, "non voglio giocarmi la mia professionalità per difendere quella di chi ha messo a repentaglio la vita dei pazienti". Ad accelerare negli ultimi giorni l’ inchiesta della magistratura che per ora non vedrebbe ancora alcun nome iscritto nel registro degli indagati, sarebbe stata l’ integrazione dell’ esposto presentato a suo tempo dal Codacons. Il suo presidente, Fabio Galli, la scorsa settimana ha infatti consegnato alla Procura gli otto casi trattati nel laboratorio di emodinamica nel mese di marzo. Di questi casi, tre sono risultati mortali e questo non certo trascurabile bilancio negativo, ha indotto la magistratura stessa a dare avvio alla prima serie di audizioni convocando i quattro medici della clinica cardiologica, in particolare quelli che avevano stretto contatto operativo con il dottor Sangiorgi. Ma l’ attività della procura – da questa non confermata ma, ripetiamo, appresa direttamente da fonti del Policlinico – non si è fermata qui. I magistrati – oltre al procuratore capo, se ne occupa anche il pm Niccolini – hanno ordinato ai Nas di Parma, specializzati non solo in campo alimentare ma esperti anche in materia della salute pubblica, non solo l’ acquisizione di tutte le cartelle cliniche – sia dei pazienti deceduti, sia di quelli che in seguito alla sperimentazione hanno accusato poi invalidità – ma anche di tutta l’ attrezzatura e i supporti medici che erano utilizzati nel laboratorio di emodinamica. E’ ipotizzabile a questo punto che la Procura nomini un perito per accertare se questo materiale era conforme o meno ai protocolli sanitari nazionali, in particolare se erano "affidabili gli stent" (presidio medico che viene introdotto nell’ arteria e viene fatta espandere a livello dell’ ostruzione fino a che il suo diametro è pari a quello originario del vaso, in modo da ridurre il restringimento, sia in fase acuta che a lungo termine).
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