17 Dicembre 2013

Cardiologia, l’ Ateneo resta fuori

Cardiologia, l’ Ateneo resta fuori

In un’ aula gremita di imputati (pochi) e avvocati (tantissimi) si è aperta ieri mattina l’ udienza preliminare per il caso Cardiologia, la bufera giudiziaria che ha travolto il reparto del Policlinico con 9 medici arrestati e poi scarcerati nel novembre dell’ anno scorso. Le posizioni al vaglio del gup Andrea Romito erano ben 49, tra medici, ricercatori, amministratori di società del biomedicale e società stesse. Ma ieri non è stato disposto alcun rinvio a giudizio o proscioglimento, a causa delle eccezioni sollevate da molti difensori. Per due imputati, il giudice ha deciso il rinvio degli atti al pm per una corretta notifica dell’ avviso di conclusione indagini, mentre alle società biomedicali estere coinvolte dovrà essere inviato l’ atto di fissazione udienza nella lingua del paese di provenienza. In aula si tornerà il 26 febbraio dell’ anno prossimo. Ieri mattina, diversamente da quanto credevano in molti, non era presente Maria Grazia Modena, all’ epoca dei fatti a capo del reparto. Segnalato invece (l’ udienza preliminare è a porte chiuse) il dottor Giuseppe Massimo Sangiorgi, considerato dagli inquirenti il deus ex machina del presunto sistema di sperimentazioni non autorizzate. Ben sette le parti lese che potranno chiedere la costituzione di parte civile: Policlinico, Ausl, Regione, Conferenza territoriale Socio-sanitaria, Comitato Etico, Amici del Cuore e Codacons La grande assente è l’ Università, che ha deciso di attendere e chiedere i danni eventualmente in caso di condanne. nDaniele Franda.

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