Cardiologia, il maxi processo potrebbe essere ‘spacchettato’
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL PROCESSO Cardiologia potrebbe essere suddiviso per ‘competenza territoriale’. Ovvero, il filone principale, con i (presunti) protagonisti resta inevitabilmente a Modena, mentre i vari episodi di corruzione che sarebbero avvenuti in giro per l’ Italia (ma non solo) potrebbero essere appunto separati per finire nei vari tribunali delle città in questione. È questa una delle ipotesi che emerge dalla fase preliminare del maxi processo, che conta 34 imputati a vario titolo tra medici, ricercatori e legali rappresentanti delle ditte biomedicali coinvolte nello scandalo ‘camici sporchi’. L’ inchiesta del pubblico ministero Marco Niccolini ipotizza che per diverso tempo all’ interno del Policlinico sia stata attiva e quindi operativa una ‘cupola’ che si arricchiva grazie a sperimentazioni non consentite sui pazienti, in uno scenario condito da apparecchiature difettose e mazzette. I PRINCIPALI imputati sono l’ ex primario del reparto, la cardiologa Maria Grazia Modena, e l’ emodinamista Giuseppe Sangiorgi. Entrambi sono stati arrestati nel novembre del 2012, insieme ad altri sette, nel venerdì più nero (il 9) della storia recente della sanità locale. Il probabile processo a Modena e Sangiorgi, che devono rispondere di diverse ipotesi di reato, non può essere spostato da Corso Canalgrande, ma vista anche la mole di episodi che vanno valutati in aula, si potrebbe decidere, appunto, di passare ad altre sedi, ovvero le città chiamate in causa, per quel che riguarda le presunte corruzioni. Forse, ma non è detto, se ne saprà qualcosa di più dopo l’ udienza fissata proprio stamattina in tribunale, per le ore dieci. Con la ripresa delle udienze nella cittadella della giustizia, il maxi processo è stato fissato tra i primi. Siamo, come detto, ancora in una fase preliminare. A metà luglio, infatti, il giudice Andrea Romito ha ammesso le parti civili, che sono in tutto quattro, rispetto alle nove che si erano fatte avanti: il Policlinico, l’ associazione Amici del cuore, la Regione e l’ ospedale San Raffaele di Milano. Escluse dalle parti civili, invece, Ausl, Conferenza territoriale Socio-Sanitaria, Codacons, il comitato etico del Policlinico e i cittadini che lamentavano di essere stati danneggiati dall’ esplosione dell’ inchiesta. Il Codacons, l’ associazione che denunciando le prime presunte anomalie contenute in dossier anonimi recapitati nella sede di via Ruffini, ha dato un input importante al lavoro dei magistrati non rientra dunque tra le parti civili (ma pare essere intenzionato a chiedere nuovamente la costituzione dopo i probabili rinvii a giudizio). Il giudice nelle sue motivazioni, in luglio, ha spiegato che il Codacons, rispetto all’ intera vicenda giudiziaria, ha un ruolo troppo generico e non prettamente legato all’ attività istruttoria. Il solo fatto di sostenere battaglie per la salute dei cittadini non basta, insomma, per ritenere di essere stati danneggiati. f.v.
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