«Cardiologia, i vertici sapevano
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di DAVIDE MISERENDINO «TROPPE persone hanno detto ?non potevamo sapere’. Ora basta. Noi abbiamo denunciato le stranezze di quel reparto molto tempo fa». Ieri Daniele e Carlo Giovanardi sono tornati a ?martellare’ sul ?caso cardiologia’, le sperimentazioni non autorizzate in cambio di tangenti che sarebbero state eseguite tra il 2009 e il 2011 nel reparto diretto dalla professoressa Maria Grazia Modena. L’ ex primario del pronto soccorso e il senatore del Pdl hanno unito le forze contro i vertici della sanità emiliano-romagnola e quelli di via Del Pozzo. L’ accusa è semplice: «Le criticità evidenziate dalla commissione d’ inchiesta istituita dalla Regione nel marzo 2011 erano state segnalate dallo Snami (il sindacato di Giovanardi, ndr ) mesi prima». «Il problema ? aggiunge il presidente del Codacons di Modena Fabio Galli, che ha raccolto decine e decine di casi di malasanità legati al reparto finito sotto inchiesta ? è che il Policlinico non vuole ammettere le sue colpe. La prima cosa da fare, in situazioni simili, è riconoscere che c’ è qualcosa che non va». Insieme i tre mettono in fila i cortocircuiti degli ultimi anni. Le falle che avrebbero permesso ai medici accusati di portare avanti i loro piani criminali, stando alla versione dell’ accusa. «Ogni dipartimento ? spiega Daniele Giovanardi ? ha un ?raq’, responsabile assicurazione qualità. Quello di emergenza-urgenza avrebbe dovuto vigilare sulla qualità dell’ attività clinica svolta nel dipartimento, e quindi anche nel reparto di cardiologia. La Modena, però, ha nominato una persona di fiducia, e in questo modo si è messa al riparo dalle accuse». La procedura, fanno sapere dal Policlinico, è perfettamente normale, nel senso che è il direttore a nominare il ?raq’. Non si tratterebbe quindi di un’ irregolarità, anche se Giovanardi afferma che la procedura corretta è un’ altra: «Non dovrebbe essere il direttore a nominare questa figura». Secondo cavallo di battaglia: la lettera con cui Daniele Giovanardi chiede al governatore della Regione Vasco Errani, il 19 aprile del 2011, «un intervento della Regione stessa coerente con i risultati della commissione d’ indagine». «Le istituzioni ? sbotta ? non hanno fatto praticamente nulla». Anche Galli critica l’ atteggiamento dell’ allora direttore generale Stefano Cencetti, che «ha sminuito l’ accaduto, parlando di un semplice ?eccesso di delega’ della prof Modena». Il leader del Codacons ribadisce che «non è vero che nessuno ha denunciato: c’ è stato un tentativo istituzionale, fatto da un sindacato. Chiediamoci perché non ha portato a nulla». I tre, a una sola voce, invocano spiegazioni: «Il Policlinico ci dica cosa ha fatto per evitare che queste cose succedessero. Renda pubblici i provvedimenti che ha preso in questi anni». Daniele Giovanardi, in conclusione, mette ancora un po’ di legna sul fuoco: «Quando io dirigevo il pronto soccorso, ogni pretesto era buono per avviare un procedimento disciplinare nei miei confronti. Visto che nel marzo 2011 l’ intero reparto di cardiologia si è dissociato dalle accuse dello Snami e ha difeso l’ operato della Modena e del suo team, perché i vertici dell’ azienda non fanno qualche domanda a chi lavorava e lavora ancora lì? Possibile che non si siano accorti di niente?».
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