Cardiologia, è bufera Lungo elenco di decessi e persone rimaste invalide
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fonte:
- Il Resto del Carlino
CI SAREBBERO almeno cinque decessi, oltre a decine di persone che, nel corso di una operazione, hanno avuto complicazioni «con effetti invalidanti». Persone che sarebbero «vittime di errori o di scelte non legittime». Da parte di chi? E’ quello che dovrà accertare la procura, che ha aperto una inchiesta dopo l’ esposto presentato dal Codacons. Continua dunque la bufera sul reparto di Cardiologia del Policlinico. Nel lungo esposto dettagliato depositato negli uffici di corso Canalgrande ci sono nomi e cognomi di persone – ma anche date, interventi ed equipe che li hanno eseguiti – che, per motivi diversi, ce l’ hanno con la struttura. Da quanto trapelato, ci sarebbe una persona alla quale è stata amputata la gamba dopo un intervento al cuore andato male, un’ altra che ha avuto un ictus ed è ora sulla sedia a rotelle. Si tratta di invalidità permanenti e molto gravi. Il ‘ faldone’ è stato prontamente portato in Procura non avendo il Codacons – come fa sapere il presidente regionale Fabio Galli – «alcuna capacità di valutarne i contenuti». Il procuratore, Vito Zincani, ha detto che ora tutti i casi verranno valutati. «Acquisiremo al più presto le cartelle cliniche». Ha poi aggiunto che, prima dell’ esposto, era già arrivata la querela di Giovanni Spinella, presidente dell’ associazione ‘ Gli amici del cuore’ . Lo stesso Spinella, lo scorso ottobre, aveva rischiato di morire. Entrato al Policlinico dopo un dolore al petto, era stato sottoposto a una coronarografia, intervento durante il quale era sopraggiunta una emorragia. Da lì in poi ore d’ ansia e il trasporto d’ urgenza all’ Hesperia Hospital dove le sue condizioni sono state stabilizzate. Spinella, nella sua denuncia, ha lamentato «lesioni in conseguenza di errori». Anche il suo caso è ora al vaglio della procura. Intanto, si aspetta il responso della Regione che ha messo in pista una commissione d’ inchiesta dopo la lettera fatta recapitare dagli ‘ Amici del cuore’ che mette in dubbio alcune pratiche sperimentali e procedure di emodinamica interventistica rivolte non solo a problemi cardiaci ma anche ad altri di «pertinenza della chirurgia vascolare». Sul caso interviene anche il consigliere provinciale Luca Ghelfi. «Dal punto di vista della competenza sui servizi che la sanità deve fornire ai cittadini, e sulle strutture, la Provincia – dice – ha un forte coinvolgimento. Dato l’ insediamento di una commissione regionale sui fatti avvenuti in Cardiologia al Policlinico, e i dubbi sollevati da gruppi di cittadini, credo che in nome della trasparenza, la Provincia debba farsi portatrice delle istanze del territorio ed essere quanto meno informata, se non addirittura coinvolta, dalla commissione che se ne sta occupando. L’ opacità è il male peggiore: la chiarezza del percorso, e l’ informazione per tutti i livelli istituzionali, affinché essi possano relazionarsi in maniera corretta con i cittadini, è un valore aggiunto che a maggior ragione in tema di salute, – conclude – deve essere perseguito».
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