7 Marzo 2012

Cardarelli, indagine interna “Sospesi i medici coinvolti”

Cardarelli, indagine interna “Sospesi i medici coinvolti”

“colpito il malaffare tenere alta la guardia” granata: convezione revocata a villa del sole intramoenia, record in campania costa 1,5 milioni la truffa all´asl 2 il direttore generale si rivolge a un legale per eventuali danni all´azienda.
(segue dalla prima di cronaca) Si parte da qui, per tentare di definire quanto possano costare alla collettività e al sistema sanitario simili imprese. La cifra infatti ancora non tiene conto dei possibili danni a carico del fisco ed è dunque tutta da ascrivere a danno della Asl Napoli 2, che pagava una sorta di “intramoenia in affitto”. Sembrerebbe un ossimoro, è la realtà. L´”intramoenia” è la possibilità per i medici di lavorare in regime di libera professione, ma all´interno della struttura pubblica di cui sono dipendenti. Doveva essere un metodo ovvio per trattenere i seguaci di Ippocrate all´interno di Asl e ospedali, se solo questi ultimi avessero avuto i locali adeguati. A dire il vero esisteva anche un pacchetto nazionale per gli interventi, oltre 826 milioni, di cui però il monitoraggio a fine 2010 diceva che la Campania aveva richiesto solo il 40 per cento della sua quota parte di 79 milioni. Una cifra assai indicativa, visto che l´inchiesta della Procura è relativa a fatti che si snodano fra il 2005 e il 2008. Insomma, in quegli anni l´”intramoenia” scarseggiava e si trasformava spesso in Alpi (Attività libero professionale intramuraria) allargata, ovvero svolta presso strutture esterne, previa apposita convenzione. Che la Campania fosse poi il centro di gravità dell´intramoenia è confermato dal dato sulle dimissioni (vedi la tabella sopra): il rapporto 2009 del ministero della Salute parlava di 7324 dimissioni provenienti dall´intero “intramoenia”: un bell´1 per cento che costituisce record nazionale, con una media dell´intero paese ferma allo 0,5. I monitoraggi dell´agenzia per i servizi sanitari regionali confermano il boom di quegli anni: il costo dell´”intramoenia” in Campania era salito da circa 27 milioni del 2003 ai quasi 44 del 2006 per attestarsi a 43 e mezzo nel 2007. Ovviamente si tratta solo di un ruscello. Partendo da quei 700 mila euro si potrebbe dedurre che, se esistesse una sola Villa del Sole in ogni Asl il danno totale si aggirerebbe fra 1,5-2 milioni l´anno. Poco nel vasto mare dello sciupio della sanità. Ma se si chiama in causa il grande fiume di questa vicenda è affluente, ovvero l´intero universo delle convenzioni esterne, ecco che i costi totali in quegli anni oscillano fra 1,5 e 1,8 miliardi. Una sola cifra per tentare un raffronto: dal 2005 al 2009 il gettito dell´addizionale Irpef, con l´aliquota in crescita, è salito da 313 a 606 milioni. Mentre proprio ieri in Regione si sono firmati due protocollo con la Guardia di finanza per migliorare il controllo delle risorse pubbliche, e uno riguarda specificamente quelle sanitarie. Il primo commento arriva dal ministro della Salute. Con il blitz è stato «colpito il malaffare in sanità ma bisogna tenere alta la guardia», esordisce Renato Balduzzi, «chi non rispetta le regole ruba la salute ai cittadini». La vicenda di Napoli, continua il ministro, «conferma l´esistenza di aree di illegalità e corruzione all´interno delle strutture del servizio sanitario». Con la magistratura si schiera il governatore Caldoro: «La Regione sostiene operazioni di legalità e trasparenza. L´azione delle forze dell´ordine percorre queste finalità. Ci auguriamo che sia fatta chiarezza nel contesto della presunzione di innocenza, che vale sempre. Si tratta di professionisti noti e stimati, ma questo non ci impedisce di chiedere la massima severità nell´accertamento delle responsabilità». «È solo la punta dell´iceberg di un fenomeno esteso», osserva il Codacons. «Il dirottamento di pazienti alle cliniche, per interventi che potrebbero essere eseguiti negli ospedali, non è prassi nuova e rappresenta un danno per i cittadini e per la sanità pubblica – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il ministro rispetti il termine del 30 giugno per porre fine alla intramoenia allargata» che permette agli «ospedalieri di fare visite private all´esterno». Duro il giudizio del senatore Pd e presidente della Commissione d´inchiesta sul Sistema sanitario nazionale, Ignazio Marino: «Vicenda vergognosa. Si sta permettendo a pochi medici meno virtuosi di fare 10 prestazioni negli ospedali pubblici e 100 nel proprio studio». Al coro di sdegno si aggiunge l´Anaao nazionale, il sindacato ospedalieri che parla di «accuse gravi» per le quali è urgente «definire le responsabilità dei professionisti, senza però trascurare quelle di chi è chiamato a esercitare vigilanza e controllo». Per i segretari di Cgil Campania Franco Tavella e di FP Cgil Antonio Crispi, bisogna augurarsi che «il lavoro degli inquirenti vada fino in fondo». Garantista il senatore Pdl e consigliere di Caldoro, Raffaele Calabrò: «In attesa che la magistratura faccia luce sulla vicenda di Villa del Sole, il Parlamento farebbe bene a interrogarsi sulla legge 120 del 2007 nata per tutelare la libertà di scelta di rivolgersi a uno specialista di fiducia e il diritto del medico alla libera professione, in molte regioni ha trovato difficile applicazione». (g. d. b.) Rocco Granata sospende il primario. Non ha dubbi il manager del Cardarelli che, appena informato dell´arresto eccellente, dispone la temporanea sospensione di Paolo Iannelli e degli altri due medici sottoposti a misure cautelari, Maurizio Chiantera e Giuseppe Trotta. Ma fa di più il direttore: avvia un´inchiesta interna sulla vicenda e si rivolge a un legale – Giuseppe Pellegrino – a tutela dell´azienda che, a sua volta, si costituisce in giudizio per eventuali danni materiali e di immagine. «Appena mi arriverà l´elenco firmerò i provvedimenti», annuncia Granata che si esprime anche sulla mancata attivazione della palazzina M per l´intramoenia, ristrutturata da anni e finora sede (liberata da pochi giorni) del reparto ortotraumatologico diretto da Gaetano Romano. «L´ho trovata occupata e ho dovuto individuare un´altra struttura per sistemarvi l´Ortopedia di Romano. Ma ricordo che due anni fa ritirai il bollettario a chi, in intramoenia, faceva meno di 100 fatture l´anno. Per evitare imbrogli, è necessario abolire l´extramoenia per i primari che così possono sfuggire a ogni controllo. Anche Iannelli, libero di ricoverare e operare ovunque, avrebbe in questo modo dirottato pazienti dell´ospedale a Villa del Sole, clinica con la quale ho già bloccato la convenzione». Storia vecchia, quella della palazzina: perché nessuno è riuscito ad aprirla come previsto? «Motivi tecnici, ostacoli organizzativi», risponde l´ex manager Enrico Iovino, alla guida del Cardarelli per 10 anni, «mancavano autorizzazioni edilizie, insomma sono passati troppi anni, non ricordo…». Chi ricorda invece è Fulvio Calise, chirurgo dei trapianti e memoria storica dell´ospedale. Che osserva: «I soldi erano quelli dei fondi finalizzati dell´ex articolo 20 e l´uso della palazzina doveva essere l´intramoenia, poi abortì». Un flop che si spiega con il tentativo di Iovino di inaugurare nella palazzina M un modello di pubblico-privato di “Sperimentazione gestionale”. In questo modo, un socio (privato) da individuare con gara d´appalto avrebbe collaborato nell´organizzazione dell´attività privata dei medici nella struttura. Si fece una sola gara a cui si presentò un unico e noto imprenditore della sanità che però mollò a un soffio dal via. Perché? Alcuni parlano di pressioni e ingerenze che avrebbero ostacolato il buon esito dell´operazione. Eppure secondo la previsione del business-plan, nell´arco di due anni, l´azienda Cardarelli avrebbe ottenuto proventi da reinvestire in tecnologie, mentre il privato ci avrebbe guadagnato. «Fu allora, circa quattro anni fa, in piena emergenza e con carenze di posti», aggiunge Calise, «che decisero di piazzare l´Ortotraumatologia nella palazzina M». Sulla vicenda interviene Franco Verde, ex dirigente medico del Cardarelli e responsabile dell´Anaao: «Per oltre dieci anni abbiamo combattuto per aprire la M del padiglione D all´intramoenia». Battaglia senza esito? «Resistenze incredibili, silenzi, un muro di gomma invisibile», risponde Verde, «tutto naufragò con il fallimento del piano organizzativo di Iovino. E poi, anche i sindacati divisi, coi confederali che attaccarono l´Anaao. Ma ora basta, Granata consenta l´intramoenia in regime di ricovero anche riservando ai primari il 10% dei posti nelle divisioni».
roberto fuccillo giuseppe del bello
 
 
 


 


 


 

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