15 Gennaio 2011

Carburanti, stangata da 200 euro

 Grido d’ allarme dei consumatori.

Copagri chiede al governo di ripristinare l´accisa zero sul gasolio nel decreto Mille proroghe al … Roma. Dopo giorni di piccoli ritocchi, la benzina si arrampica fino alla soglia psicologica di 1,50 euro, sei centesimi meno del record storico di 1,558 segnato a luglio del 2008. Una corsa senza freni verso nuovi massimi, complici le quotazioni del petrolio ancora sopra i 90 dollari, che preoccupa le associazioni dei consumatori («è una stangata da quasi 200 euro l’ anno») ma non stupisce i petrolieri, pronti a dimostrare che gli aumenti sono in linea con l’ Europa. Il governo, invocato da più parti, annuncia così la convocazione urgente di un tavolo sui rincari. A toccare la fatidica quota 1 euro e mezzo al litro per la verde, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, è la Tamoil: gli altri marchi oscillano tra 1,488 di Eni e 1,497 di Ip. Molto indietro sono invece le cosiddette pompe bianche, quelle che non espongono il logo e che si fermano a 1,419 euro al litro. In ascesa è anche il prezzo del diesel, con il picco di 1,382 nei punti vendita Q8. Prezzi che pesano sugli automobilisti ma anche sulle imprese: a lamentarsi sono in particolare gli agricoltori, che con Cia a Copagri lanciano l’ allarme serre, a rischio «tracollo». L’ Unione petrolifera spiega che gli attuali livelli di prezzo «sono assolutamente in linea con quelli degli altri paesi europei dove si è assistito ad aumenti anche maggiori legati alla forte ripresa delle quotazioni internazionali sia dei greggi che dei prodotti raffinati». A pesare sui prezzi interni, secondo l’ associazione che rappresenta i petrolieri, è oggi anche il peggioramento del rapporto euro/dollaro, «che può essere stimato come onere aggiuntivo in circa 5 centesimi euro al litro». Una spiegazione che non convince Federconsumatori e Adusbef, secondo cui si tratta di rincari che «pesano sulle tasche degli automobilisti per 198 euro annui, di cui 108 per costi diretti e 90 per costi indiretti». Tra l’ altro, sottolineano le due associazioni, «in alcune zone i prezzi sono decisamente superiori, fino a 1,55-1,56 euro al litro». A loro giudizio «non vi è alcuna spiegazione plausibile per questi incredibili aumenti», perchè «i prezzi della benzina a questi livelli corrispondono a quelli praticati a maggio 2008, quando il petrolio si attestava a 127 dollari al barile». Allarmato è anche il Codacons, secondo cui di questo passo si arriverà a 1,80 euro entro il mese di agosto. «Convocheremo con urgenza un tavolo per fare il punto sul caro carburanti», promette il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’ energia, Stefano Saglia. La riforma del settore, ribadisce, «sarà contenuta nel ddl concorrenza che porteremo presto al Consiglio dei ministri. 15/01/2011 nascosto –> –>
 

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