Carburanti, scattano i rincari dopo la tregua paquale
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fonte:
- Velino.it
Roma, 6 apr (Il Velino) – Conclusa la tregua pasquale, riprendono a correre i prezzi dei carburanti italiani. Complici anche i rialzi del prezzo del petrolio che ha ormai raggiunto gli 86 dollari al barile per il Wti e il Brent, dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge che Erg ha rialzato di 1 centesimo il prezzo di riferimento della benzina e del diesel portandosi rispettivamente a 1,418 euro/litro e 1,244 euro/litro, mentre Q8 è salita di 1,4 centesimi su entrambi i prodotti fino a 1,424 e 1,254 euro/litro. Shell, infine, ha ritoccato all’insù di 0,2 centesimi il prezzo della verde, ora a 1,424 euro/litro, e di 0,5 centesimi quello del gasolio, a 1,254 euro/litro. Ferme invece tutte le altre compagnie, con Agip che non varia i listini dal 18 marzo e si mantiene a quota 1,408 euro/litro per la verde così come Api-Ip e Tamoil, di poco più alta degli 1,407 euro/litro della Esso che rappresenta il prezzo più basso tra i listini italiani (il più alto è 1,424 euro/litro di Q8 e Shell). Per il diesel si passa invece dagli 1,231 euro/litro di Esso agli 1,254 euro/litro di Q8 e Shell. Di fronte ai nuovi rincari si sono sollevate le proteste delle associazioni dei consumatori. Adoc chiede una riduzione delle accise “introdotte per gli eventi eccezionali, per un totale di 30 centesimi, e aumento del numero di distributori e pompe bianche”. Secondo Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc “occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina. Molte delle accise – spiega – furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, il terremoto del Belice del 1968 o quello dell’Irpinia del 1980. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Solo queste accise incidono sul costo finale delle benzina per il 21 per cento, tagliandole si otterrebbe un risparmio di circa 360 euro l’anno per automobilista. Inoltre, aumentando il numero delle pompe bianche e dei distributori, dando loro anche la possibilità di vendere prodotti ‘non-oil’, si incentiverebbe la concorrenza, con ricadute positive per i consumatori, in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina. In questo senso apprezziamo la volontà del Governo di voler reintrodurre una cabina di regia, al cui interno l’Adoc vorrebbe essere presente, per il controllo dei prezzi dei carburanti e la proposta di calcolare il prezzo della benzina e del gasolio settimanalmente”, conclude Pileri.
Secondo il Codacons invece i rialzi “daranno una stangata ulteriore ai poveri automobilisti tartassati – – spiega il Presidente, Carlo Rienzi – determinando, per il solo rientro dalle vacanze di Pasqua, una “sovrattassa” aggiuntiva pari a 19 milioni di euro”. Per l’associazione “il Governo è rimasto a “secco” di misure, visto che è da un anno che annuncia la riforma del settore, senza però aver ancora preso un solo provvedimento. Peraltro le poche misure proclamate e mai fatte sarebbero comunque insufficienti e blande anche solo per attenuare lo strapotere delle compagnie petrolifere””.
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