10 Gennaio 2012

Carburanti, raffica di rincari La verde vola a 1,8 euro al litro  

Carburanti, raffica di rincari La verde vola a 1,8 euro al litro
  il record in alcune stazioni di servizio la «verde» sopra 1,8 euro

La situazione dei prezzi dei carburanti«è diventatainsostenibile». Così Federconsumatori e Adusbef, che insiemeal Codacons chiedonoal governo di intervenire «per accelerare i processidi modernizzazione e liberalizzazione nel settore dei carburanti, da accompagnare con misure di controllo e verifica dei comportamenti speculativi». Nel fine settimana infatti si sono registrati altri rincari nel prezzo dei carburanti: la benzina verde ha fattosegnare un nuovo record, toccando nella media nazionale il prezzo di 1,747 euro al litro, mentre in alcuni impianti è arrivato a ben 1,813 euro. Il diesel, invece, arriva a quota 1,707 euro nella media nazionale mentre nelle regioni meridionali ha raggiunto 1,733. Anche i sindacati chiedono che il governisi attivi:contro il caro benzina «bisogna togliere due ingombri che la gente non può più sopportare: da una parte troppe tasse e dall’ altra speculazioni delle impresepetrolifere che fanno cartello», dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. «Non c’ è concorrenza – ricorda – Chiediamo che si rompa questo patto scellerato a danno dei cittadini, che ci sia più concorrenza e si liberila benzina dalle tasseesorbitanti sul groppone della gente. Questo ha fatto aumentare anche l’ inflazione e la povertà delle persone». Il6 gennaio, secondo la rilevazione di Qe, Ip ha apportato un aumento ai prezzi raccomandati di benzina e diesel rispettivamente di 0,4 e 0,6centesimi; Tamoil inveceha rialzato i prezzi sia della benzina che del diesel di 1 centesimo. Nel fine settimana, tutte le compagnie hanno rivisitato i propri listini. Per il Gpl, sempre secondo Quotidiano Energia, il prezzo va da 0,745 euro al litro degli impianti Eni a 0,756 di Tamoil (il no-logo invece è a 0,725 euro al litro). Corollario che riguarda unicamente Eni: non solo ha scoperto un nuovo giacimento a olio e gas nel Mare di Barents, ma l’ Iran gli pagherà il proprio debito di 2 miliardi di dollari con forniture di petrolio,sulla base deicontratti di buyback. A commentare i dati sui prezzi dei petroliferi alla pompa è anche la Cia, Confederazione italiana agricoltori: il rincaro subìto negli ultimi due anni dal prezzo del gasolio agricolo é stato del 130%. «Si è passati si legge in una nota – dallo 0,49 euro del gennaio 2010 agli attuali (rilevazione della prima settimana di gennaio 2012) 1,13 euro. Un aumento che, nello stesso periodo, è costato, in media, circa 5mila euro ad azienda agricola. Un onere gravoso soprattutto per le serre, che fanno un uso considerevole di carburante per il riscaldamento delle colture. Serve, quindi, un intervento mirato». Il salasso riguarda comunque tutti. Con gli ennesimi rincari, calcolano Adusbef e Federconsumatori, «gli automobilisti subiranno ricadute per i propri pieni di benzina di oltre +192 euro annui», con effetti «preoccupanti» sui prezzi dei beni trasportati su gomma, 161 euro per i soli alimentari. Secondo i calcoli del Codacons, invece, la stangata sarà di 202 euro annui per automobilista e la benzina raggiungerà quota 2 euro al litro entro i primi di marzo. Il governo, quindi, «non può stare a guardare: deve frenare la corsa dei carburanti e ridurre le ingiuste tassazioni che pesano sugli automobilisti».

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