13 Aprile 2011

Carburanti, non si arresta la corsa dei prezzi

Carburanti, non si arresta la corsa dei prezzi
 

ROMANon si arresta la corsa della benzina. L’ effetto del caro-accise, sommato alle impennate del petrolio degli ultimi giorni, ha portato la senza piombo ad infrangere l’ ennesimo record, salendo sopra 1,59 euro al litro, e il gasolio a superare quota 1,5 euro. Ad innescare una raffica di rincari, praticamente generalizzati per tutte le compagnie, sono stati i rialzi annunciati l’ altro ieri da Eni, che, come ogni volta, anticipano quelli, spesso anche superiori, degli altri marchi. Se nei distributori dell’ Agip il prezzo medio della benzina praticato a livello nazionale è infatti, secondo le rilevazioni di Quotidiano energia, di 1,588 euro, alla Q8 e alla Shell i prezzi arrivano a 1,590 euro al litro, record storico mai toccato neanche nel 2008. A superare il market leader è anche l’ Ip, arrivata a 1,589. La meno cara rimane invece la Esso (1,584 euro), mentre le no logo si distinguono superando appena di pochi millesimi quota 1,5 euro. Fin qui la benzina con punte ben oltre 1,6 euro al Sud e con prezzi decisamente più competitivi nel Nord Ovest. Anche per il diesel arrivano però notizie poco rassicuranti per gli automobilisti. La Q8 ha infatti portato il prezzo medio praticato a 1,501 euro al litro e Shell e Tamoil seguono a brevissima distanza a 1,498. Evidenti gli effetti sul pieno, lievitato di oltre 5 euro dall’ inizio dell’ anno, ma, secondo la Coldiretti, anche sulla spesa alimentare. L’ associazione degli agricoltori denuncia un aumento del 3% di cibo e bevande trasportate su gomma. Per la Cia invece il caro-gasolio stravolge i bilanci delle imprese agricole con un "fardello" da oltre 2 miliardi di euro. Anche secondo il Codacons gli aumenti dei carburanti «avranno effetti pesantissimi sulle tariffe e sui prezzi, generando rincari a catena e una nuova spinta inflattiva». Per questo, in attesa della nuova riunione della Commissione prezzi convocata al ministero il 21 aprile, l’ associazione chiede al Governo «non solo di ritirare il provvedimento relativo alle accise, ma anche di bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011». Sui mercati internazionali intanto, il petrolio perde terreno per il secondo giorno consecutivo (il Wti è sceso sotto 106 dollari) sui timori di un rallentamento della ripresa dovuto proprio alle fiammate delle materie prime. Dopo quello del Fmi ieri è arrivato l’ allarme dell’ Aie, l’ agenzia internazionale dell’ energia, secondo cui i prezzi elevati del petrolio, cresciuti nel solo mese di marzo del 10-15%, cominciano ad influenzare negativamente la domanda, che tende a calare da alcuni mesi. (f.d.)

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