Carburanti, la corsa del diesel Prezzi mai così alti dal 2014
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fonte:
- Corriere della Sera
Anche se nei giorni scorsi si erano allentate leggermente le tensioni sui mercati internazionali, non si arresta la corsa dei prezzi dei carburanti. Secondo i dati settimanali resi noti dal ministero della Transizione ecologica,i costi del rifornimento alla pompa si attestano, in modalità self service, a 1,746 euro al litro per la benzina,a 0,826 euro per il Gpl e a 1,608 euro per il gasolio. Quest’ultimo ormai, come denuncia l’Unione consumatori, ai massimi dal 2014, «quando svettò a 1,749 euro al litro», mentre per il Gpl bisogna tornare al 3 febbraio 2014 per trovare un valore più alto. Dunque, «in un anno il Gpl è diventato più caro del 39,5%». Ma le brutte notizie non sono finite qui. In vista, infatti, non c’è nessuna riduzione dei prezzi. A confermarlo è stata ieri la commissaria Ue all ‘ E n e r g i a Ka d r i S i m s o n , aprendo il consiglio straordinario sulla crisi dei prezzi dell’elettricità e del gas, risoltosi poi in un sostanziale nulla di fatto, con i Paesi incapaci di raggiungere «una posizione consensuale circa gli interventi che vanno applicati a livello Ue». Tutto ora è rimandato al consiglio dei ministri dell’Energia di dicembre. Ma non c’è tempo da perdere. Secondo Codacons, i rincari dei carburanti comportano una maggiore spesa per le famiglie calcolabile in 430 euro annui in caso di auto a benzina e di 419 euro in caso di auto a diesel. «Fortemente preoccupato» si è detto anche Thomas Baumgartner, presidente di Anita (l’associazione italiana degli autotrasportatori aderente a Confindustria), che chiede vengano «individuati con urgenza meccanismi di calmierazione dei prezzi dei carburanti e, per quanto riguarda i veicoli alimentati a Lng, di esonerarli dal pagamento dei pedaggi autostradali come avviene in Germania». Gli aumenti dei costi dei trasporti e le conseguenti ricadute sui prezzi degli alimentari preoccupano anche Cia-Agricoltori Italiani, che ancia l’allarme: «In Italia l’80% dei trasporti commerciali avviene su gomma, con i camion che fanno avanti e indietro anche fuori confine, percentuale che supera il 90% nel caso degli alimentari freschi». Per questo, spiega l’associazione di categoria, l’ortofrutta è «il segmento più a rischio, con la logistica che incide per quasi il 40% sul costo finale allo scaffale del supermercato». L’impennata del costo del petrolio e il rincaro dei carburanti «spingono al raddoppio il costo delle semine hanno un effetto valanga lungo tutta filiera, dal campo alla tavola», rincara la dose Coldiretti, che arriva a parlare di «sovranità alimentare del Paese da tutelare, dal grano alla carne, fino al latte». Con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori ora sono infatti costretti ad affrontare «rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura,la semina e la concimazione», spiega la Confederazione dei coltivatori diretti. Senza contare le ricadute sui costi energetici del «riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi»o su quelli per l’acquisto dei fertilizzanti, per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali, delle macchine agricole e «dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando preoccupanti ritardi nelle consegne».Se la corsa al rincaro dei listini dei carburanti non si arresta, il rischio è di trovarsi davanti a «una riduzione della spesa delle famiglie durante le prossime festività», co-me spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, che mette in guardia dagli «effetti devastanti per l’economia nazionale che proprio ora si sta riprendendo dopo la crisi causata dal Covid». La richiesta è «di intervenire con ur-genza, tagliando la tassazione che vige sui carburanti». In caso contrario», avverte Truzzi, «ci saranno ripercussioni negative a Natale». M. Jattoni Dall’Asén
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