3 Aprile 2013

Carburanti, in primi 3 mesi 2013 calo vendite del 20%

Carburanti, in primi 3 mesi 2013 calo vendite del 20%

Dopo la class action minacciata dal Codacons, la questione dei prezzi dei carburanti torna nelle aule del Parlamento. Alcuni deputati del Pd hanno infatti presentato un’interrogazione al ministro dello Sviluppo Corrado Passera in cui chiedono di essere aggiornati sui “meccanismi di sorveglianza governativi sul settore”.”Il rapporto tra prezzi di mercato della materia prima e andamento dei costi alla pompa – scrivono Gianluca Benamati, Cristina Bargero, Ezio Casati, Antonio Boccuzzi, Giacomo Portas, Stefania Covello e Simonetta Rubinato – ha più volte sollecitato l’ipotesi di manovre speculative sui prezzi finali di tali prodotti. Ipotesi accreditate ora, a quanto si apprende dagli organi di stampa, anche dalle indagini della Procura di Varese, le cui prime risultanze indicherebbero come fondata l’ipotesi che alcune compagnie petrolifere abbiano messo in atto manovre speculative sul prezzo della benzina, quasi a prefigurare la messa in atto di un vero e proprio ‘cartello’ speculativo che coinvolgerebbe diverse compagnie petrolifere”. Un’ipotesi esclusa a dicembre scorso dall’Antitrust che ha riconosciuto l’evidente allineamento dei comportamenti tra gli operatori ma non ha trovato le evidenze di un cartello.
Intanto la crisi dei consumi si ripercuote anche sul settore vendite: nei primi due mesi dell’anno la benzina ha registrato un calo del 6,3% e il gasolio del 4. Secondo una rilevazione di Faib-Confesercenti, il dato si è andato aggravando nel periodo delle ferie pasquali, complice il maltempo, con un ulteriore decremento che ha raggiunto punte su diverse aree del 25% del venduto rispetto alla Pasqua dello scorso anno. Questi dati si inseriscono in un quadro che vede dal 2010 al 2012 una riduzione dei consumi di benzina sulla rete ordinaria del 22,3% e una riduzione dei consumi di gasolio rete del 10,2%. Se i consumi dei carburanti per il 2013 andassero come i mesi di gennaio e febbraio arriveremmo a una variazione cumulata dal 2010 al 2013 del -28.5% per la benzina e del -14.2% per il gasolio. Una perdita di erogati che mette in crisi le gestioni degli operatori della rete, che vedono assottigliarsi i propri margini mentre lo Stato, nel periodo 2010-2012, tramite la leva fiscale, ha fatto salvi i suoi introiti. Tuttavia, la crisi comincia a mordere anche le casse dello Stato che nei primi due mesi del 2013 vede il gettito fiscale da accisa e iva ridotto di 66 milioni di euro per la benzina e di quasi 73 milioni sul gasolio, per un totale di 138 milioni di euro.
“I risultati – spiega Martino Landi, presidente di Faib – sono disastrosi per i gestori che hanno lasciato sul campo, tra aumenti dei costi di gestione e del denaro, oltre il 50% del proprio margine. I dati poi variano in ragione della posizione geografica e della tipologia degli impianti. In alcune stazioni delle autostrade, quest’anno quasi disertate dai viaggiatori del ponte pasquale, si sono rilevate punte del 40% di carburanti venduti in meno rispetto all’anno precedente. Un po’ meglio vanno i gestori delle grandi città, soprattutto delle città a forte richiamo turistico. Ma la media nazionale dei nostri gestori si attesta comunque su un -20% di vendite, in un periodo in cui le quotazioni dei carburanti sono rimaste stabili. A influire di più, evidentemente – continua Landi – è la grave crisi che attraversa il Paese ed il caro carburanti causato dalla componente fiscale del prezzo. Non è un caso, infatti, che laddove possibile molti italiani decidano di passare il confine per risparmiare: i gestori svizzeri che sorgono nei pressi dei nostri confini hanno registrato aumenti anche oltre il 30%”. Questo ultimo dato, abbinato al peggioramento delle entrate fiscali da carburanti nel primo bimestre dell’anno, dovrebbe far riflettere il Governo sul da farsi: riportare il prelievo almeno nella media europea e scongiurare il previsto aumento dell’Iva”.

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