4 Ottobre 2021

Carburanti, fiammata del metano che ora supera i 2 euro: «Raddoppiato in un anno»

Salgono i prezzi sulla rete carburanti: in evidenza il Gpl, per effetto dell’aumento dei prezzi di contratto per ottobre, e soprattutto il metano auto, sotto la spinta dell’impennata delle quotazioni di gas: in alcuni impianti del centro-nord Italia il metano ha avuto una vera e propria fiammata superando addirittura i 2 euro al kg. In 12 mesi i prezzi del metano per autotrazione sono praticamente raddoppiati.

I prezzi volano al distributore

In particolare Eni è intervenuta al rialzo di 5 centesimi sul prezzo raccomandato del Gpl e di 1 centesimo su quelli di benzina e diesel. Tamoil ha mosso al rialzo di 4 centesimi il prezzo raccomandato del Gpl e di 1 centesimo quello di benzina e diesel. IP e Q8 hanno aumentato di 4 centesimi solo il prezzo raccomandato del Gpl.

Benzine

In base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di domenica 3 ottobre comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato della benzina, in modalità self, sale a 1,691 euro/litro (venerdì 1,686) con i diversi marchi compresi tra 1,682 e 1,705 euro/litro (no logo 1,676). Il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, cresce a 1,544 euro/litro (venerdì 1,536) con le compagnie posizionate tra 1,534 e 1,558 euro/litro (no logo 1,526). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato va a 1,827 euro/litro (venerdì 1,824) con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,765 e 1,899 euro/litro (no logo 1,724).

Diesel

La media del diesel è a 1,688 euro/litro (venerdì 1,683) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,624 e 1,762 euro/litro (no logo 1,576). Infine, il Gpl va da 0,724 a 0,745 euro/litro (no logo 0,725). Il prezzo medio praticato del metano auto si posiziona tra 1,157 a 1,631 euro/kg (no-logo 1,257).

Raddoppio prezzo del metano, doppio danno per i consumatori

L’aumento record del metano produce un duplice danno per i proprietari di auto alimentate con tale tipologia di carburante, che da un lato subiscono un incremento dei costi dei rifornimenti, dall’altro vedono annullati i vantaggi legati alla scelta del veicolo a metano. Codacons, l’associazione dei consumatori, commenta così i dati di Quotidiano Energia: «Oggi un pieno ad un auto a metano arriva a costare oltre il doppio rispetto a inizio anno – spiega il Codacons – Lo scorso gennaio il prezzo medio nazionale del metano era pari a 0,981 euro/kg, mentre oggi in alcuni distributori supera i 2 euro al kg: questo significa che il costo di un pieno ad un’auto a metano passa da una media di 13,7 euro al record di 28 euro, con un incremento di oltre il 104%». Un rincaro che rischia di annullare del tutto i vantaggi economici per chi ha scelto l’auto a metano. Tale tipologia di carburante, infatti, se da un lato consente di percorrere 100 km spendendo la metà rispetto al diesel, dall’altro impone costi di manutenzione delle auto sensibilmente più elevati rispetto ai veicoli tradizionali. Costi che ora vanno ad aggiungersi a prezzi alla pompa praticamente raddoppiati rispetto al passato, di fatto annullando i vantaggi per gli automobilisti legati al possesso di un’auto a metano.

Le difficoltà degli impianti Yara nel Ferrarese

Ma il caro-energia sta cominciando a presentare il conto anche nell’industria: da metà ottobre, infatti, la multinazionale norvegese Yara che produce ammoniaca nel polo chimico ferrarese, chiuderà i propri impianti per 4/6 settimane. L’intenzione dell’azienda è stata comunicata nei giorni scorsi ai sindacati che rappresentano i circa 140 lavoratori dell’azienda. I vertici di Yara hanno spiegato che, sempre a causa del costo del metano, le principali aziende di fertilizzanti stanno rallentando la produzione e la marginalità sulla produzione di ammoniaca si è praticamente annullata. Quindi l’azienda preferisce fermarsi.

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