28 Ottobre 2009

Carburanti, botta e risposta tra consumatori e petrolieri

 I carburanti salgono ancora e si accende lo scontro fra Unione petrolifera e consumatori, con il Codacons che arriva addirittura a chiedere le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, reo, a parere dell’associazione, di «non esser capace di far fronte allo strapotere delle compagnie petrolifere». Anche ieri i distributori in Italia hanno confermato il trend rialzista a cui si assiste ormai da diversi giorni. Dopo quelli messi a segno lunedì da Erg, Esso e Q8, ieri gli aumenti di benzina e gasolio arrivano da Erg (+4 millesimi sulla verde) e da Shell (+5 millesimi su entrambi i prodotti), che si conferma così il marchio più caro sul territorio nazionale: la benzina è arrivata a sfiorare gli 1,33 euro (1,329 per la precisione) mentre il gasolio è tornato sopra gli 1,17 euro (1,174 euro), valore mai raggiunto nel corso del 2009. «Ormai siamo all’inverosimile», tuonano Adusbef e Federconsumatori, secondo le quali «non si capisce perché il ministero dello Sviluppo non intervenga». I consumatori parlano di uno stacco con l’Europa di 4-5 centesimi al litro. Secondo l’Unione Petrolifera, però, «inverosimili sono solamente le affermazioni di Adusbef e Federconsumatori che continuano a ignorare il reale andamento dei mercati petroliferi internazionali». Negli ultimi 30 giorni, le quotazioni internazionali sono salite di circa 6 centesimi al litro per la benzina e circa 5 cent per il gasolio, a fronte di un aumento dei prezzi industriali interni rispettivamente pari a 3,6 e 4,2 cent.

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