15 Aprile 2013

Carburanti alle stelle, Faib si difende “I benzinai non guadagnano di più”

Carburanti alle stelle, Faib si difende “I benzinai non guadagnano di più”

PALERMO – Il costo del carburante aumenta sempre più spesso, esasperando gli automobilisti, che spendono sempre più soldi per il pieno. “Gli automobilisti hanno ragione. Gli aumenti della benzina sono ormai costanti, ma non prendiamocela con i benzinai” spiega Vittorio Messina, presidente vicario di Confesercenti Sicilia. “È opportuno chiarire che il guadagno del gestore dell’ impianto non varia in base al prezzo finale del carburante, ma si basa su una percentuale fissa”. I conti sono presto fatti, Messina li snocciola sulla base di una recente indagine dalla Faib, la Federazione autonoma italiana benzinai che a Confesercenti aderisce: “Il cliente si presenta alla pompa con cinquanta euro. Ecco come sono suddivisi: 24 euro e 13 centesimi di accise (pari al 48,26%), 8,33 di Iva (16,67%), 11,58 di costo del prodotto (23,16%), 4,55 per il ricavo lordo dei petrolieri (9,11%) e infine 1 euro e 45 centesimi per il gestore (pari al 2,90%)”. “Il margine fisso di guadagno dei benzinai è di circa 40 millesimi al litro – conclude Messina – a cui vanno ulteriormente decurtati i soldi degli sconti imposti dalle compagnie petrolifere durante le campagne promozionali per battere la concorrenza”. IL DIESEL DAL 2002 AL +110% . Intanto il Codacons, che ha confrontato i listini dei carburanti attuali con quelli in vigore a marzo 2002, denuncia: “Il prezzo del gasolio è più che raddoppiato rispetto a 10 anni fa. Nel 2002 la benzina costava alla pompa 1,023 euro al litro, e il gasolio 0,844 euro/litro – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Ieri invece la verde ha toccato il record di 1,875 euro, mentre per un litro di diesel occorre pagare fino a 1,780 euro”. “Ciò significa che un pieno di verde costa 42,6 euro in più rispetto a marzo 2002 (con un rincaro del +83%), mentre per un pieno di gasolio ogni automobilista deve sborsare oggi 46,8 euro in più rispetto a 10 anni fa, con un aumento record per il diesel del +110,9%. Di fronte a questi dati il Governo, che grazie agli aumenti dei carburanti vede rimpinguare le proprie casse, non può restare a guardare. Il premier Monti e i ministri economici – conclude Rienzi – devono urgentemente tagliare le accise che gravano sui carburanti, unica possibilità per determinare un sensibile calo dei listini alla pompa”. SERVE PIU’ CONCORRENZA . “Occorre accrescere velocemente la concorrenza nella distribuzione dei carburanti per abbassare il prezzo alla pompa per imprese e famiglie. Le Regioni chiedono al governo nazionale di fare di più” suggerisce l’ assessore all’ Economia della Regione siciliana. Gaetano Armao è intervenuto alla Conferenza delle regioni a sostegno della proposta toscana, approvata all’ unanimità, che prevede di chiedere al governo nazionale di riconoscere a tutti i gestori legati a un marchio la possibilità di approvvigionarsi di carburante sul libero mercato per almeno il 50% dell’ erogato rispetto all’ anno precedente, superando così le novità introdotte dal decreto “Cresci Italia”.

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