13 Aprile 2011

Carburante sempre più alle stelle Allarme dei consumatori.

Carburante sempre più alle stelle Allarme dei consumatori.
 

 Roma. Ancora rialzi per i carburanti, che raggiungono nuovi record. La benzina ha toccato quota 1.590 euro per due diverse compagnie mentre il diesel supera per la Q8 la soglia di 1,5 euro, attestandosi a 1,501 euro il litro con un rialzo di 8 millesimi in un solo giorno. E’ quanto emerge dalla rilevazione dei prezzi medi dei carburanti effettuata da Quotidiano Energia. Tutte le compagnie petrolifere hanno ritoccato al rialzo i propri prezzi. L’ ultimo rincaro dell’ Eni – scrive Quotidiano Energia – ha fatto da traino ad una raffica di incrementi dei prezzi raccomandati dei carburanti anche per tutte le altre compagnie. Con effetti che, sui prezzi praticati, hanno portato a superare lo stesso market leader. Il tutto in uno scenario delle quotazioni internazionali che non sembra mostrare flessioni. I prezzi praticati proseguono di conseguenza la salita mentre le no logo restano abbastanza stabili. A livello Paese, oggi la media dei prezzi praticati della benzina (in modalità servito) va dall’ 1,584 euro/litro degli impianti Esso all’ 1,590 dei punti vendita Shell e Q8 (no-logo a 1,507). Per il diesel si passa invece dall’ 1,492 euro/litro delle stazioni di servizio Esso all’ 1,501 rilevato negli impianti Q8 (le no-logo a 1,422). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,784 euro/litro registrato nei punti vendita Eni ed Esso allo 0,797 euro/litro degli impianti Tamoil (0,772 le no-logo). Da segnalare che al Sud tutti i prezzi medi delle compagnie si attestano ormai ben oltre quota 1,6 euro/litro sulla benzina e 1,5 sul diesel. «Il governo, troppo impegnato su altri fronti, non solo non fa nulla per combattere i rincari dei carburanti, ma addirittura ci mette il carico, aumentando le accise allo scopo di finanziare il Fus». Così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che parla di «scandalo». «Gli aumenti del gasolio e della benzina che hanno portato i listini alle stelle – prosegue -, avranno effetti pesantissimi sulle tariffe e sui prezzi, generando rincari a catena e una nuova spinta inflattiva, con un ulteriore impoverimento delle famiglie e una conseguente riduzione dei consumi. Per tale motivo chiediamo al governo non solo di ritirare il provvedimento relativo alle accise, ma di bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011 e introdurre misure urgenti ed efficaci per fermare la corsa dei carburanti». Il caro-gasolio stravolge i bilanci delle imprese agricole. C’ è il rischio che nell’ anno l’ intero mondo agricolo sia costretto a sostenere un ulteriore pesante «fardello» da oltre 2 miliardi di euro, determinato proprio dai quotidiani rialzi del petrolio, è l’ allarme lanciato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, sottolineando che «davanti a un’ escalation del genere c’ è il fondato pericolo che migliaia di imprese possano uscire dal mercato». Ad aggravare la situazione per l’ agricoltura – sottolinea la Cia – è intervenuta l’ abolizione, nel novembre del 2009 dell’ accisa zero sull’ acquisto di gasolio per le serre. Oltretutto, la stagione invernale appena passata – aggiunge la Cia – ha lasciato il segno. Soprattutto da parte delle serre è cresciuto il ricorso al riscaldamento delle strutture e ciò ha determinato un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio nella gestione aziendale. Inoltre, gli ormai imminenti lavori primaverili nelle campagne e l’ utilizzo massiccio di macchinari, specialmente durante il periodo delle grandi raccolte, causano nuovi pressanti problemi di carattere economico per le imprese agricole nel loro complesso. Per questa ragione, la Cia chiede «non solo la reintroduzione ma anche l’ estensione del bonus gasolio per tutte le aziende agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere».
 

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