26 Novembre 2007

Carburante meno caro per evitare scandali

Il ministro per lo sviluppo Bersani, fra gli ex-Ds, è colui che ha le idee più chiare, o meno oscure, intorno al modo di fare politica economica nell`interesse generale. è convinto che oggigiorno sia il consumatore, anziché l`operaio, a essere il più sfruttato; che a ripartire equamente il reddito fra chi ha e chi non ha, sia pratica necessaria a condizione che ogni anno se ne produca di più: altrimenti ci si condanna a una crisi al limite della bancarotta; infine che in politica, nel tempo presente, è più rivoluzionaria la velocità del cambiamento che il cambiamento stesso. Per cui quando egli afferma che dietro all`aumento stellare del prezzo del petrolio vi sono anche “fatti speculativi“, dice una cosa verosimile. Afferma invece una mezza bugia quando promette “di tener d`occhio la forbice dei prezzi rispetto all`andamento europeo“. Diciamo questo, se la memoria non ci tradisce, perché alcuni anni addietro il Ministro promise che avrebbe realizzato un marchingegno automatico che avrebbe impedito che il prezzo del carburante alla pompa si adeguasse istantaneamente all`aumento del prezzo internazionale del petrolio, e invece assai pigramente nel caso contrario. Ignoriamo se quel marchingegno abbia mai visto la luce, sappiamo invece di sicuro che il mugugno dei consumatori non accenna a placarsi, tanto che coltivatori diretti, pescatori e altre categorie si preparano a scendere in piazza per protestare per i rincari dei carburanti. Non solo. Il Codacons annuncia “un`azione collettiva risarciatoria per 35 milioni di automobilisti“ contro il governo che non ha mantenuto l`impegno di ridurre il carico fiscale su benzina e gasolio, carico che si aggira sul 65 per cento del loro costo totale sommando imposte indirette (accise) e Iva. Voi penserete che il prelievo tributario sui carburanti serva a costruire nuove strade o autostrade, oppure a finanziare una galleria o un viadotto, insomma a spendere denari per rendere più sicuro e scorrevole il traffico sulla rete stradale della penisola. Neanche per sogno. Quel prelievo è servito a Mussolini nel 1935 (non vi distraete!) a fare la guerra d`Abissinia, ai governi democratici nel 1983 a finanziare la missione militare in Libano, e nel 2004 a chiudere il rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranviari. Non è tutto. Si stima che negli ultimi 10 anni il prelievo fiscale sui carburanti abbia fatto affluire alla cassa statale una diecina di miliardi di euro; e si stima pure che, grazie al supereuro, la bolletta petrolifera quest`anno (26,5 miliardi di euro) sarà probabilmente inferiore a quella dell`anno precedente (27,5 miliardi di euro). A me sembra che vi siano tutte le condizioni affinché possa essere contenuto il prezzo debordante dei carburanti allentando la rapace morsa fiscale. Ministro Bersani, non si faccia tirare per la giacca, dia una telefonata al viceministro Visco

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