22 Settembre 2015

“Cara scuola”: quando la spesa lievita

“Cara scuola”: quando la spesa lievita

ROMA – “Cara” scuola, quanto mi costi. A gravare sulle tasche degli italiani sono soprattutto zaini, astucci e libri dite sto. Secondo le stime del Codacons, quest’ anno la spesa per studente si aggira attorno ai 1.100 euro. A questi poi si deve aggiungere il cosiddetto «contributo volontario», ma di fatto spesso obbligatorio, che le famiglie versano ogni anno alle scuole. Un contributo che il ministro dell’ Istruzione, Stefania Giannini vuole riportare effettivamente alla volontarietà e non all’ obbligatorietà. Secondo le stime di skuola.net, il «contributo volontario», che ha un costo variabile da istituto a istituto, «può andare dai 30 ai 50 euro nel caso delle scuole medie; dai 60 ai 100 euro per i licei; dai 100 fino ai 250 euro per gli istituti tecnici e professionali». Per un totale di «circa 155 milioni» versati lo scorso anno. Le scuole utilizzano questi fondi per il funzionamento degli istituti. Ora però – ha ricordato il ministro – con la «Buona scuola» il fondo di funzionamento garantito dallo Stato è stato «raddoppiato»: si passa dunque dai 110 milioni degli ultimi anni a 233. La quota spettante a ciascun istituto per comprare ad esempio, toner, carta e altro materiale didattico, è già stata comunicata, ma potrebbe non essere sufficiente a sopperire del tutto al cosiddetto «contributo volontario», perché, ricorda Daniele Grassucci, Responsabile della comunicazione del portale skuola.net, «secondo Giorgio Rembado, presidente dell’ Associazione nazionale presidi, per garantire l’ autonomia finanziaria alle scuole bisognerebbe che il fondo di funzionamento fosse almeno pari a 320 milioni di euro». Al momento però la spesa più alta per le famiglie rimane l’ acquisto dei libri, che per quest’ anno scolastico oscilla, secondo il Co dacons, tra i 250 e i 600 euro a studente. Il corredo, complici le mode, invece può arrivare fino a un costo di 500 euro. Comprando prodotti della medesima qualità non griffati il risparmio, secondo l’ associazione dei consumatori, può arrivare fino al 40%. La riduzione di costi sui libri si può invece ottenere grazie all’ usato, soluzione a cui ricorre, secondo un’ indagine di skuola.net, il 41% degli studenti. Le iniziative per il risparmio, di fatto, non mancano. Tra mercatini di libri fuori dalle scuole e scambi all’ interno dei corridoi, gli studenti e le famiglie sono sempre a caccia dell’ affare. E mentre alcune scuole già si attrezzano per renderle l’ insegnamento sempre più digitale, conta blet e ebook, è ancora lontano il sogno di una scuola totalmente 2.0, che eliminando la parte cartacea, farebbe risparmiare qualche soldo alle famiglie. Ma forse neppure gli studenti sono pronti al cambiamento. Potendo scegliere, il 46% dei ragazzi, pur cresciuti a pane e tablet, non avrebbe dubbi: per lo studio, molto meglio il libro dell’ ebook.

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