Caos voli, la mossa di Ryanair: premi a chi rinuncia alle ferie
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fonte:
- Il Cittadino
proposto un bonus di 12mila euro ai comandanti e di 6mila ai copiloti per arginare la difficile situazione, delrio nega possibili ricadute sull’ offerta per alitalia
Un consistente premio per i piloti disposti a rinunciare alle proprie ferie. Sarebbe questa la mossa decisa da Ryanair per arginare l’ emergenza causata dei congedi obbligatori, che ha costretto la compagnia aerea a cancellare circa 2.000 dei voli (722 dei quali in Italia) in programma fino alla fine di ottobre. L’ indiscrezione è stata lanciata dal quotidiano Libre Belgique e poi confermata da Afp, che parla di una fonte interna alla compagnia. Secondo il quotidiano, il premio pattuito alla compagnia in cambio della disponibilità a lavorare per 10 giorni durante le ferie è di 12.000 euro ai comandanti e 6.000 euro ai co-piloti, a patto che siano sotto contratto almeno sino alla fine di ottobre 2018. Il bonus, in ogni caso, non sarebbe corrisposto prima di 12 mesi. La compagnia low cost più famosa al mondo si è trovata costretta ad annullare 2.000 voli, con circa 400mila passeggeri lasciati a terra, per un problema di organizzazione delle ferie dei piloti a causa di un cambio di calendario fiscale imposto dalle autorità di regolamentazione. Ryanair nega, ma ci sarebbe anche un’ altra ragione ad aver provocato questa mancanza improvvisa di piloti: ben 140 dall’ inizio dell’ anno avrebbero lasciato la compagnia per entrare a far parte della Norwegian Air, società a basso costo in pieno sviluppo. La normativa europea prevede anche un indennizzo per le vittime di tali cancellazioni: Ryanair rischia di dover far fronte a rimborsi per circa 35 milioni di euro. Il Codacons ha annunciato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma, Bergamo, Bari e Cagliari contro la compagnia perché secondo l’ associazione dei consumatori «il solo rimborso del biglietto non è un indennizzo sufficiente» perché «la normativa prevede espressamente una compensazione pecuniaria nei casi in cui la cancellazione non sia comunicata almeno due settimane prima della partenza, risarcimento che può arrivare a 600 euro a passeggero». La Federconsumatori invece «ha chiesto l’ avvio di un confronto con l’ Enac al fine di verificare la possibilità di definire procedure semplificate per i dovuti rimborsi e risarcimenti che spettano ai cittadini, nonché per porre in essere ogni provvedimento utile a scongiurare il verificarsi di situazioni analoghe in futuro». L’ associazione ricorda che questo tipo di disservizio comporta come tutela il rimborso del prezzo del biglietto,la riprotezione su un nuovo volo, ma anche assistenza e in alcuni casi indennizzo fino a 600 euro. Sulla vicenda va all’ attacco Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato: «Il comportamento di Ryanair è intollerabile. Ritardi allucinanti, passeggeri lasciati a terra con preavvisi di poche ore, disservizi vergognosi di ogni tipo che le Autorità preposte dovrebbero stroncare immediatamente con la revoca della licenza. È scandaloso poi apprendere che il successo delle low cost sia stato in parte favorito da aiuti di Stato mascherati». Nella questione entra in ballo anche il futuro di Alitalia, visto che Ryanair ha annunciato che presenterà un’ offerta per rilevare la compagnia italiana, attualmente sotto gestione commissariale. «Ryanair è un’ azienda sana, se ha un’ offerta da fare la farà», ha però assicurato il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, chiarendo però che «non si faranno sconti a nessuno e se la Ryanair ha sbagliato deve pagare». «Dobbiamo fare in modo di garantire i diritti dei passeggeri – ha ribadito -. L’ Enac vigilerà, anzi sta già vigilando, quindi assolutamente il rimborso dei biglietti, la riprotezione su altri voli e il risarcimento se i tempi di avviso non saranno adeguati». Proprio l’ Enac ha annuciato di aver convocato d’ urgenza per domani i vertici di Ryanair.
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