Caos vaccini, inchiesta sulle fiale ritirate
ROMA LA PROCURA di Torino ha aperto un’ inchiesta sul ritiro dal mercato di alcuni vaccini antinfluenzali dell’ olandese Crucell e della svizzera Novartis. Sarebbero state rilevate anomalie nella composizione della sostanza. Mentre per gli «olandesi» i vaccini non sarebbero mai arrivati in Italia, quelli della Novartis, in parte, erano già stati distribuiti alle farmacie. I magistrati piemontesi ipotizzano interruzione di pubblico servizio, omissione di atti d’ ufficio, adulterazione di farmaci e inadempimenti di contratti di pubblica salute. Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia del Codacons e i pm torinesi hanno già sollecitato la documentazione relativa al ministero della Salute e alla commissione per il farmaco, Aifa. La Crucell aveva ritirato 2,3 milioni di dosi dopo avere rilevato anomalie sulla sterilità dei prodotti, mentre l’ Aifa aveva disposto il ritiro in via cautelativa dei vaccini della Novartis, già distribuiti alle farmacie (175.000 pezzi) e alle Asl (312.000 pezzi) dopo che era emerso un fenomeno di aggregazione proteica nella composizione. Nonostante questi «incidenti» ? sui quali farà luce la magistratura ? il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ritiene che non ci siano ostacoli sul cammino della campagna di vaccinazione. «La situazione ? ha detto ieri ? si sta profilando come assolutamente tranquilla e gestibile». «Non c’ è ? ha aggiunto il ministro ? alcun cambiamento rispetto alla tabella di marcia della campagna vaccinale contro l’ influenza e non ci saranno problemi di approvvigionamento per quanto riguarda i vaccini». Nessun problema, inoltre, per coloro che avevano già assunto la sostanza ora ritirata. «Non sono stati riscontrati, ad oggi, particolari eventi avversi nelle situazioni in cui sono stati assunti i vaccini della Novartis vietati precauzionalmente dal Ministero». LA CONCLUSIONE , per Balduzzi: «Si conferma il quadro tranquillo che avevamo evidenziato fin dall’ inizio». Non ci saranno ritardi, assicura il ministro, nella campagna di vaccinazione perché non ci sono problemi di rifornimento. In alcune regioni, però, i problemi sono altri e riguardano accordi tra Asl e medici di famiglia che minacciano di non vaccinare. Così in Toscana, Liguria e Lombardia. Certo è che tutti questi accadimenti hanno scosso l’ opinione pubblica, soprattutto riguardo alla necessità di vaccinarsi. Una sollecitazione importante arriva da Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’ Istituto europeo di oncologia di Milano: «Io l’ ho già fatto e sono favorevole che si vaccinino pressapoco tutti». s. m.
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