23 Ottobre 2007

Caos termosifoni, scatta l?emergenza

Freddo super, molte città li accendono in anticipo. Il Codacons: Basta autorizzazioni, scioperi nelle scuole
Caos termosifoni, scatta l?emergenza





«Nessuna autorizzazione. Quando fa freddo tutti possono accendere il riscaldamento. Costituzione e Codice Civile prevedono il diritto a salute e vita dignitosa. Inoltre, c?è il dovere di tutelare i più deboli, anziani e bimbi. Nelle scuole, sono i docenti a doversi riunire. Se non lo fanno, gli studenti devono scioperare». Carlo Rienzi, presidente Codacons, non ha dubbi: quando fa molto freddo, come in questi giorni, il riscaldamento va acceso senza rispettare le date della norma nazionale. Per la normativa, l?Italia è divisa in sei aree con diverse date di accensione, dal 15 ottobre al primo dicembre. «I sindaci hanno la possibilità di derogare – dice l? Associazione Nazionale Comuni Italiani – per freddo eccezionale. I criteri per identificarne la soglia non sono definiti». Ma gli ?indici? dell?emergenza non mancano. Per la Società Italiana di Pediatria «sono già 800mila gli under 18 a letto con tosse e raffreddore. I più colpiti hanno tra 4 e 6 anni». Ieri ha nevicato sulla Sila e molte località, da giorni, sono strette in una morsa di gelo. «I Sindaci devono prendere atto delle esigenze quotidiane – dice Rosario Trefiletti, segretario generale di Federconsumatori – se non lo fanno, bisogna raccogliere firme e sollecitare i municipi». Tra dati obiettivi e lamentele, vari Comuni hanno anticipato l?accensione dei riscaldamenti. Ieri, Genova, Terni, Pescara. Da oggi, Roma. Per molte città, però, il caldo sembra ancora lontano. Le previsioni annunciano miglioramenti ?molto lenti?.

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