Caos Tasi, i conti non tornano Stangata per famiglie e imprese
Nuccio Natoli ROMA NEANCHE un giorno dal ?dado è tratto’ ed è già la ?Tasi della discordia’. Mentre il governo si barrica dietro l’ affermazione che «il gettito fiscale sulla casa non aumenterà oltre a quanto previsto nella legge di Stabilità», chi ha cominciato a fare i primi calcoli parla senza mezzi termini di stangata. La Cgia di Mestre si è soffermata sulle imprese, sentenziando che sui capannoni l’ aggravio sarà, in media, di 769 euro. Molto più complicato, se non impossibile, farsi un’ idea di che cosa accadrà alle famiglie. I comuni in Italia sono oltre 8mila, ciascuno avrà la possibilità di agire sia sulla leva delle aliquote (sulla prima casa portandola dal 2,5 al 3,3 per mille, per le seconde dal 10,6 all’ 11,4 per mille), sia su tipo e quantità di detrazioni da concedere, o meno. L’ unica cosa certa è che, alla fine, non vi saranno in Italia due situazioni simili a parità di casa e consistenza di nucleo familiare. È il succo del federalismo. LA UIL ha elaborato uno studio, ipotizzando cinque casi con aumento diversificato di Tasi e Imu (che si paga sulla seconda casa) e giocando sulle detrazioni. Ad esempio, se si aumentasse solo l’ Imu (e non la Tasi) a Bologna per una prima casa di piccola-media dimensione si pagherebbero 255 euro annui (411 euro senza detrazioni), a Roma 242 euro (393 euro senza detrazioni). Se invece si aumentasse la Tasi al 2,9 per mille a Bologna si salirebbe a 320 euro (476 euro senza detrazioni), a Roma 304 euro (455 euro senza detrazioni). Un ritocco all’ 11 per mille dell’ Imu (seconde case) porterebbe a Bologna a punte di 1.804 euro, a Roma di 1.727 euro. Il Codacons ha semplificato annunciando che, in mancanza di detrazioni, solo con la Tasi è in arrivo una botta «da 99 a 174 euro a famiglia con un aggravio per nuclei meno agiati, quelli che abitano in una casa con minore rendita catastale e quelli numerosi con più figli». A complicare c’ è il quadro politico. Scelta civica minaccia di far cadere il governo, mentre i Comuni sono sul piede di guerra e chiedono più soldi al governo perché l’ incrocio di Tasi e Imu produrrà «minore gettito». Oggi si riunisce l’ Anci e non saranno rose per il governo. Lo studio Uil sostiene che il maggiore gettito sarà di 2,1 miliardi di euro, ma aggiunge che «senza il meccanismo delle detrazioni la Tasi potrebbe risultare più salata di quanto lo sia stata l’ Imu nel 2012». IL GOVERNO , però, non è intenzionato a fare marcia indietro. Il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio ha escluso che «ci siano le condizioni per ripensarci, convinceremo Scelta civica con i numeri». Ha però ammesso che «senza le detrazioni a favore dei circa 5 milioni di cittadini meno abbienti che non pagavano l’ Imu, la Tasi peserà molto poco sulle famiglie abbienti e molto di più su quelle in difficoltà». Di fatto è un modo per rimandare la palla ai Comuni.
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