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8 Novembre 2019

Caos sui seggiolini anti-abbandono, in arrivo un emendamento per posticipare le multe

 

Ieri, 7 novembre, è entrato in vigore il provvedimento che ha reso obbligatori i seggiolini anti-abbandono, che serve e a prevenire le possibili dimenticanze dei genitori che viaggiano in macchina con bambini da 0 a 4 anni. Chi non si adeguerà potrebbe incorrere in sanzioni fino a 326 euro, e potrebbe vedersi anche decurtata la patente di 5 punti. Uno dei problemi dell’obbligo che è appena entrato in vigore è rappresentato dal fatto che il provvedimento riguarda 1,8 milioni di bambini, ma da qui a Natale saranno disponibili sul mercato solo 250mila seggiolini. Ma non è tutto. Molte famiglie non sono state informate, e non sanno nemmeno dove trovare i dispositivi, che nel giro di 24 ore, come ha scritto anche ‘La Stampa’, risultano già esauriti nei negozi. L’alternativa è reperirli online.

In teoria le multe sarebbero dovute scattare da marzo, anche perché per agevolarne l’acquisto nel decreto Fiscale il governo ha previsto un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato. Ma il decreto Fiscale che disciplina le modalità per l’erogazione del contributo deve essere ancora approvato.

Per questo la ministra dei Trasporti De Micheli ha da una parte rivendicato l’importanza “di una legge sacrosanta e di civiltà”, dall’altra ha assicurato “piena disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni. Presto sarà pronto anche un emendamento per ottenere il rimborso di 30 euro. Conservate le ricevute”.

“L’applicazione della legge sui dispositivi salva bebè non è un tema sul quale le forze politiche devono dividersi e bisogna lavorare insieme per trovare delle soluzioni che non mettano in difficoltà le famiglie italiane. Fratelli d’Italia ha posto per primo il problema delle sanzioni. Ora anche il ministro dei Trasporti De Micheli si è accorta delle difficoltà e sia il governo che il Pd hanno annunciato che presenteranno un emendamento per posticipare l’entrata in vigore delle sanzioni”. Lo ha detto Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, firmataria del testo base della legge sui seggiolini salva bebè.

“È la conferma – ha aggiunto – che avevamo ragione e sinceramente non comprendiamo le polemiche che il Pd e la sinistra hanno sollevato: invece di capire che stiamo proponendo una soluzione ad un problema al quale teniamo particolarmente, si sono messi ad attaccare alla cieca. Evidentemente si sono resi conto di non essere stati capaci, neanche stavolta, di fare il loro lavoro. Il governo ha ancora molto da fare per risolvere il caos che si è creato: è necessario pubblicare subito il decreto sulle modalità di accesso ai contributi e avviare una massiccia campagna di comunicazione per dare ai genitori informazioni chiare e precise”.
Come riconoscere i dispositivi a norma

Come ha spiegato anche ‘Il Post’ in un articolo, questi dispositivi possono essere integrati in origine all’interno dei seggiolini per auto, nelle automobili stesse, oppure indipendenti e acquistabili a parte. Per essere a norma devono attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza bisogno che il conducente della vettura debba effettuare altri passaggi, devono dare un segnale di conferma di avvenuta attivazione, in caso di dimenticanza del bambino devono emettere segnali visivi e acustici o visivi e di vibrazione, questi segnali devono essere percepibili o all’interno o all’esterno dell’auto. Inoltre è possibile che seggiolini e dispositivi anti-abbandono siano in comunicazione con lo smartphone del genitore con una app o tramite Bluetooth per inviare le notifiche.
Quanto costano i seggiolini anti-abbandono

Il Codacons, l’associazione dei consumatori, ha lanciato l’allarme sui costi, troppo onerosi per le famiglie, che al momento non possono nemmeno usufruire dello sconto promesso dal governo. Il Condacons ricorda inoltre che del bonus potranno usufruire solo 536mila famiglie italiane; “Il decreto Fiscale stanzia infatti solo 15 milioni di euro nel 2019 e appena 1 milione nel 2020 per il contributo in questione e, considerato il numero di famiglie italiane nelle quali sono presenti bambini al di sotto di 4 anni, solo 536mila nuclei potranno beneficiare del bonus, decisamente troppo poco. Restano poi da chiarire i requisiti per accedere all’incentivo, e in tal senso chiediamo al Governo di stabilire parametri legali al reddito, in modo che il bonus sia destinato solo a chi ne ha effettivamente bisogno”. Intanto, prosegue l’associazione di consumatori, “dopo l’obbligo scattato ieri, è giungla di prezzi sul fronte del seggiolino anti-abbandono: in base ad una indagine del Codacons i listini del dispositivo in questione arrivano in queste ore a sfiorare i 500 euro, con possibili speculazioni legate all’obbligatorietà del prodotto. Tutto ciò mentre tra i consumatori regna l’incertezza legata alle caratteristiche tecniche che devono possedere i seggiolini: il rischio insomma è che le famiglie, nella fretta di mettersi in regola, acquistino prodotti non a norma, sprecando soldi e andando incontro a sanzioni”.

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