11 Ottobre 2007

Caos strisce blu Il caso arriva al Tar

C?era d?aspettarselo.
Per cercare di arginare l?onda
anomala di aree sosta a
pagamento scende in campo
il Codacons, il movimento
a tutela degli utenti e consumatori.
Loro, quelli del
Codacons, la chiamano
?Class action?, anglicismo
che indica un?azione collettiva
di persone che chiedono
la soluzione di una questione
comune. «In praticaspiega
l?avvocato Marco
Ramadori del comitato consumatori
– il Comune è stato
diffidato dal continuare a
porre strisce blu, ora chiederemo
l?acquisizione delle
delibere che hanno stabilito la nascita di aree sosta a
pagamento nelle varie zone
e quindi ricorreremo al Tar.
Vogliamo che sia tutto rivisto
». «La situazione è insostenibile
», dice Carlo Rienzi, il
presidente.L?azione del Codacons
fa leva sul fatto che per
la legge i Comuni hanno
l?obbligo di realizzare aree
di sosta libere accanto ai
posteggi a pagamento a
fascia oraria. A meno che,
come è il caso di un museo
a cielo aperto come Roma,
non ci siano nelle vicinanze
delle ?aree di particolare rilevanza
urbanistica?. «Il
Comune deve in ogni caso
fare una delibera- continua
Ramadori – e chiediamo di
vederle tutte». L?assessorato
alla Mobilità dice a Metro
che « negli ultimi dieci anni
mai nessuno ha vinto un
ricorso al Tar per le strisce
blu». E sulla ?percezione?
comune che le aree sosta si
tingano solo di blu, l?assessorato
fa sapere che esiste un
piano annuale «che istituisce
diecimila posti a pagamento
ogni dodici mesi».

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