4 Settembre 2019

Caos rifiuti, effetti sulla raccolta Città “regina” della differenziata

il codacons contro l’ ampliamento di alli: territorio già avvelenato
I rifiuti restano per strada. È quanto accaduto a Catanzaro. Ieri infatti era il giorno dedicato alla raccolta dell’ indifferenziato. Amara sorpresa però per i cittadini che hanno ritrovato i secchi per la raccolta porta a porta così come li avevano lasciati: colmi di spazzatura. Il mancato ritiro sarebbe addebitabile all’ emergenza innescata dal sequestro di alcune aree della discarica di località Stretto di Lamezia Terme, presso la quale vengono conferiti gli scarti della lavorazione dei rifiuti dell’ impianto di Catanzaro. Da ormai una settimana la discarica di Alli, una delle più grandi della Calabria, che serve il comune di Catanzaro e moltissimi centri della provincia, è in piena emergenza. L’ effetto domino scatenato dalla chiusura della struttura lametina ha portato la Regione Calabria a preparare una nuova e urgente ordinanza in cui non si fa mistero della grave situazione «ai limiti dell’ emergenza sanitaria». Per ogni Ato gli uffici della Cittadella regionali hanno previsto una serie di interventi da realizzarsi nel più breve tempo possibile. A Catanzaro la Regione Calabria ha ordinato che «il Comune proceda, in via d’ urgenza, entro 30 giorni dalla notificazione della presente ordinanza, a individuare il progettista dell’ ampliamento della discarica in località Alli». L’ avvio dei lavori ha subito infatti pesanti ritardi. Hanno pesato, infatti, sull’ intera procedura le due note inviate da Arpacal alla Regione Calabria, con le quali si parlava di una potenziale contaminazione del sito, dopo i campionamenti effettuati ad Alli che hanno fatto registrare la presenza di sostanze inquinanti in alte concentrazioni. Le successive analisi nelle scorse settimane hanno eliminato qualsiasi dubbio. Secondo quanto emerso nella riunione dell’ 1 agosto, con l’ assessore regionale all’ Ambiente Antonella Rizzo, saranno necessari almeno 12 mesi per completare l’ opera. Ma c’ è anche chi dice no all’ ampliamento della discarica catanzarese. È il vicepresidente del Codacons Francesco Di Lieto: «Ma come si può pensare – sostiene – di ampliare una discarica già terribilmente inquinante e che sta distruggendo il territorio. Non possiamo tollerare che la Regione Calabria proponga come soluzione ad una emergenza che dura da decenni, la creazione di una gigantesca pattumiera. Una vallata, quella al confine tra Catanzaro e Simeri Crichi, violentata dalla presenza della discarica e la cui naturale vocazione agricola è stata drammaticamente penalizzata in seguito alla realizzazione della centrale termoelettrica». “Noi non siamo spazzatura”, con questo slogan il Codacons chiede al Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo di convocare, immediatamente, un consiglio comunale per discutere sul richiesto ampliamento. «Chiediamo – scrive ancora Francesco Di Lieto – che l’ intero Consiglio comunale attui una vera e propria ribellione per delle scelte assurde che passano sulla testa e, soprattutto, calpestano la salute dei cittadini. Questo territorio – conclude l’ esponente del Codacons Francesco Di Lieto – ha già pagato e sta pagando un prezzo altissimo, sia in termini ambientali che sanitari, per la presenza della discarica che, com’ è noto, accoglie rifiuti anche da fuori regione. È giunto il momento che il Consiglio Comunale reagisca contro chi si ricorda di questo territorio solo per accantonarci spazzatura». ga.ma.

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