Caos per l´ora di religione chi non la chiede resta senza prof
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fonte:
- la Repubblica
Genitori e insegnanti protestano assieme ai precari, gli effetti dei tagli arrivano "al pettine" della scuola che sta per riaprire. I problemi da risolvere si accumulano, dall´ora di materia alternativa alla religione che molti istituti non sanno più come fare a garantire («Abbiamo 680 studenti che non sappiamo dove mettere mentre gli altri fanno religione», dice il preside del Righi, Domenico Altamura) fino allo smembramento delle classi, anche in mezzo al percorso scolastico, in quarte e seconde. Da classi dove si contano 33 iscritti fino all´insegnamento dell´inglese alle elementari che ancora "manca all´appello". Man mano che si delineano i disagi per genitori e studenti, si riempie l´agenda dei "contestatori": martedì prossimo è convocata alle 17.30 in vicolo Bolognetti l´assemblea di genitori e insegnanti per «preparare insieme al mobilitazione per riavere tutte le ore e gli insegnanti tagliati», mentre i precari dei Cobas rimasti senza lavoro organizzeranno un picchetto al giorno dal 15 settembre in poi, ogni volta davanti a una scuola diversa. Il 14 manifestazione collettiva dei sindacati per chiedere, con le parole di Sandra Soster della Cgil che «a questo punto intervengano le istituzioni locali, altrimenti ai cittadini per far valere un diritto come quello di ricevere gli insegnamenti previsti dal curriculum resta solo il ricorso alla Procura della Repubblica». Intanto l´esposto del Codacons alla magistratura, per denunciare i problemi di igiene, sicurezza e sovraffollamento a cui potrebbero portare i tagli, viene "bocciato" dalla Procura, con il Pm Luigi Persico che lo ha inoltrato all´Ufficio scolastico regionale e provinciale, non ravvisando elementi di rilevanza penale. Mentre i presidi hanno 10 giorni per far quadrare situazioni «molto complicate, in un senso di smarrimento totale». «Da noi è "sparita" una classe terza, i ragazzi verranno distribuiti nelle altre sezioni – dice Altamura dal Righi – . Oltre agli insegnanti di quella classe, abbiamo perso i due prof che si occupavano dei ragazzi che non fanno l´ora di religione. Sono 680 gli studenti che rischiamo di veder "sciamare" per i corridoi, perché noi non abbiamo neanche un´ora di insegnamento a disposizione. Oggi farò una riunione e convincerò i genitori a tenerli a casa». Stessa situazione al Sabin dove, a fronte di una classe quarta smembrata, sono 280 gli studenti che non fanno religione in una delle ore centrali della giornata. «Non ci sono professori e nessuno ci ha dato risposte su come fare – dice la dirigente, Alessandra Francucci – . Sono in tanti a non fare religione, anche lo studio individuale o assistito prevedono la presenza di un prof». Al liceo Copernico i ragazzi che "non si avvalgono dell´insegnamento della religione cattolica" sono, secondo la dirigente Simonetta Rastelli, tra il 35 e il 40% su 1.200 iscritti. «Bisogna fare in modo di mettere religione alla prima o all´ultima ora, così chi non la fa esce prima o entra dopo – dice la dirigente – certo è che noi abbiamo 4 prof di religione e neanche un´ora di materia alternativa». Tagli e accorpamenti si ritrovano praticamente in tutti gli istituti: dal Mattei, dove la classe 2B di scienze sociali sarà accorpata alla 2C dello stesso indirizzo, al Galvani dove su quattro sezioni richieste di sperimentazione internazionale in francese e tedesco se ne sono potute formare solo tre. Al professionale Aldrovandi Rubbiani, dove in alcune classi la quota di stranieri supera il 50%, ci sono due terze che confluiranno in una sola quarta. «In questo modo la classe avrà 30 alunni, tra cui una ragazza disabile, mentre in laboratorio abbiamo solo 25 computer – dice il dirigente Aurelio Alaimo – . Ma per conseguire il diploma la conoscenza del computer è indispensabile. Ci arrangeremo». Ma le risorse sono al limite e le scuole non hanno più la disponibilità di qualche ora "buca" dei prof. «Credo che ancora non ci siamo resi conto della portata di questi tagli, che a Bologna coinvolge lo stesso numero di lavoratori di un grosso stabilimento Fiat – dice Soster – . Per l´insegnamento di materia alternativa alla religione, di strade ce n´è una sola: trovare un´insegnante disposto a fare più ore e farlo pagare dal Tesoro. Altrimenti, i genitori si devono rivolgere alla Procura della Repubblica per far valere un inalienabile diritto».
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