31 Agosto 2018

Caos nella Ztl, per i multati dubbi sui ricorsi e tanta rabbia

sala gremita per la riunione convocata dalle associazioni molte domande sulle procedure per ottenere l’ annullamento
Margherita Terasso Il caso delle multe nella Ztl è, facendo le debite proporzioni, una piccola alluvione che non risparmia nessuno. Ma gli automobilisti hanno dalla loro una nutrita schiera di “paladini”, associazioni di consumatori e di categoria, che con i loro referenti ieri hanno illustrato le strategie da mettere in campo per evitare il salasso. Il primo passo è presentare il ricorso al prefetto. Atto gratuito, quindi più economico di quello al Giudice di Pace. Secondo step: segnalare criticità, problemi, idee e collaborare quindi alla modifica del disciplinare. E poi l’ unità d’ intenti: tutti insieme, per uscire da una specie di incubo. Erano tanti i cittadini che hanno partecipato all’ incontro organizzato da Consumatori Attivi, (rappresentati da Barbara Puschiasis) Confcommercio (c’ era il presidente mandamentale, Giuseppe Pavan), Confartigianato Imprese (con Eva Seminara) e Codacons (con il presidente Pierluigi Chiarla) nella sede della Camera di commercio. Lo scopo era raccogliere ulteriori testimonianze di automobilisti beccati dalle telecamere e decidere come muoversi nella burocrazia. «Per quanto riguarda la nostra categoria abbiamo analizzato più di mille pratiche, ma sappiamo che giorno per giorno il numero dei verbali aumenterà – commenta Pavan -. La cosa è pesante, ma dal primo incontro con il sindaco Fontanini abbiamo capito che la collaborazione c’ è. Speriamo tutti insieme di risolvere la situazione: vogliamo accogliere le vostre idee e proposte per arrivare a una modifica condivisa del disciplinare». Dopo l’ intervento di Seminara («Entriamo nella Ztl per lavoro, consegne, manutenzioni per cui abbiamo bisogno uno spazio usufruibile e con regole certe: ci impegneremo, insieme alle altre associazioni, per parlare di nuovi disciplinari»), la parola è passata a Chiarla che ha ringraziato l’ avvocato Puschiasis per il grande lavoro fatto. È toccato proprio a quest’ ultima presentare nel dettaglio la situazione, anche dal punto di vista tecnico. «La Ztl, come messa in funzione dal 4 aprile fino a fine luglio, ha manifestato criticità – inizia -. Sono state oltre 35 mila le sanzioni: un fatto da tutti riconosciuto come anormale. Qualcosa non ha funzionato e c’ è la prova che le informazioni agli utenti del centro di Udine – cittadini, residenti, commercianti e lavoratori – sono state date in maniera distorta. Il disciplinare approvato ad inizio 2018 prevedeva tantissime casistiche e non è stato reso conoscibile a chi aveva la necessità di accedere». Non c’ è un “multato tipo”, l’ elenco di casi è davvero lungo. C’ è chi è arrivato fino in farmacia e si è accorto che non sarebbe potuto entrare, c’ è il residente con permesso che non ha comunicato nuovamente la titolarità di quel documento e quello che è passato da varchi diversi e non più accessibili. C’ è anche chi avendo il pass temporaneo ha sforato l’ orario di passaggio qualche secondo, ma anche chi, pur avendo il permesso, è stato registrato con la targa sbagliata. «L’ informazione è stata carente, così come la segnaletica. C’ è stata un po’ di confusione e fretta nel mettere in esercizio quelle telecamere – aggiunge -. La volontà, ora, è di trovare una soluzione tecnica fondata sui vizi nei singoli casi, partendo da due categorie, quella dei macroproblemi, come ad esempio la mancanza di informativa, e quella legata a problemi specifici, come i permessi non trascritti». Il pubblico, multe alla mano, rumoreggia, si lamenta e vuole risposte. Una su tutte. «Per il ricorso, andiamo dal prefetto o dal giudice di pace?». La strada maestra per riuscire ad arrivare all’ annullamento è presentare il ricorso davanti al prefetto. «Non è possibile farne uno cumulativo, ma ne servirà uno per ogni verbale. È gratuito, mentre quello davanti al Giudice di pace costa». Tutte le associazioni si sono rese disponibili ad aiutare i multati nella redazione del ricorso, «che deve essere scritto nella forma giusta, argomentando tutte le ragioni». Per ogni sanzione la richiesta deve essere fatta entro i 60 giorni dalla data di ricevimento del verbale. Siamo a disposizione per la consulenza e vogliamo portare avanti una linea che possa aiutare tutti – conclude Puschiasis -. Sarà un lavoro di squadra, che coinvolgerà anche l’ Uti, il prefetto e il Comune di Udine. A metà settembre ci rivedremo per presentare lo stato dell’ arte». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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