Caos nei supermercati per la norma che autorizza soltanto le buste ecologiche
-
fonte:
- Libero
ATTILIO BARBIERI Caos totale per i sacchetti biodegradabili destinati a confezionare frutta e verdura, divenuti obbligatori al supermercato dal primo gennaio. Non è tanto l’ esborso aggiuntivo che può andare ad 1 a 5 centesimi per ogni busta «bio» a scatenare la rivolta. È il vincolo a utilizzare «soltanto» gli imballi «autorizzati» che fa imbufalire i consumatori. Per capire cosa stia succedendo ho vestito come sempre i panni del «casalingo di Voghera» e mi sono recato a fare la spesa nei punti vendita delle catene nazionali, presenti nel capoluogo dell’ Oltrepò Pavese e dintorni. Esselunga, Grande I e Coop. Innanzitutto ho verificato gli avvisi alla clientela che sono presenti in tutti e tre i negozi. «Per legge i sacchetti compostabili non sono più gratuiti», si legge sul cartellone affisso da Esselunga, che prosegue: «Il costo del sacchetto è di euro 0,01″. Simile l’ avviso della Coop che dichiara di essersi «impegnata a contenere il prezzo di ciascun sacchetto a 2 centesimi di euro, non riversando sul consumatore la totalità dei costi». Mentre è in chiave decisamente più ambientalista, la comunicazione della Grande I: «Mai più sacchetti di plastica!», si legge, «grazie ai nostri clienti ci saranno ogni anno 100.000 kg di plastica in meno». Costo del sacchetto euro 0,02. Inizio il giro dall’ Esselunga. Varcati i tornelli d’ ingresso acquisto nell’ ordine: dieci clementine (naturalmente origine Italia) e un finocchio. Le clementine le ripongo in un sacchetto compostabile, mentre il finocchio no: lo peso e appiccico l’ etichetta col prezzo direttamente sull’ ortaggio. Alla cassa pago il centesimo dello shopper bio, quello utilizzato per le clementine, ma scopro che il codice a barre del finocchio fa scattare in automatico l’ addebito di un centesimo. Prontamente stornato dal cassiere che deve però chiedere la chiave all’ assistenza clienti. Stessa storia si ripete alla «Grande I» di Montebello della Battaglia. Alla Coop, invece, decido di farla sporca. Prendo una verza scura e in aggiunta due arance: niente buste bio. Le etichette con peso e prezzo le appiccico direttamente sui prodotti che ho acquistato. In questo caso alla cassa non c’ è alcun addebito, forse perché il sistema non prevede di associare in automatico l’ acquisto di ortofrutta allo shopper compostabile. In compenso mi prendo una sgridata dalla cassiera: «La verza doveva metterla nel sacchetto», mi dice gentilmente ma con un’ occhiata che non ammette repliche, «e le arance singole non potremmo passarle…». Pago, infilo tutto nella sportona riutilizzabile ed esco. Apprensione comprensibile, quella della cassiera, visto che in caso di violazione delle norme il punto vendita può prendere una multa da 2.500 a 25.000 euro. In effetti la legge al centro delle polemiche non lascia scappatoie. Anche se ieri, il segretario generale del Ministero della Salute ha ammesso che i consumatori possono utilizzare «sacchetti portati da casa, purché monouso e idonei per il trasporto di frutta e verdura». Ma a spegnere l’ entusiasmo suscitato da questa apertura, ci pensa Federdistribuzione, l’ associazione che rappresenta le catene della Gdo. «Il fatto che si possano portare da casa sacchetti nuovi per la spesa di frutta e verdura è pura teoria, perché il consumatore per essere in regola dovrà trovare esattamente quelli che si usano nei punti vendita, dello stesso peso, biodegradabili e biocompostabili», spiega il numero uno di Federdistribuzione Giovanni Cobolli Gigli. E poi, chi dovrebbe controllare che lo shopper casalingo sia integro e conforme a quelli distribuiti nei punti vendita? «Una cosa che ovviamente non possiamo fare noi», puntualizza Cobolli Gigli. E mentre il Codacons ha annunciato di aver presentato esposti contro i sacchetti in 104 Procure italiane, Legambiente punta il dito contro il governo colpevole di aver scritto una norma pasticciata e dimenticando di offrire ai consumatori alternative percorribili. Come quella adottata in Svizzera, dove sono ammesse sporte a rete riutilizzabili all’ infinito e pure lavabili. riproduzione riservata.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: sacchetti
