13 Novembre 2014

Caos grattino scaduto La prefettura sfida il Comune: multe nulle

Caos grattino scaduto La prefettura sfida il Comune: multe nulle

Le multe da grattino scaduto sono illegittime. Lo hanno messo nero su bianco i ministeri di Trasporti e Interni e ne ha preso atto anche la prefettura di Lecce. Che in una lettera al sindaco Paolo Perrone ha specificato come «questo Ufficio in sede di decisione dei relativi ricorsi intende attenersi alle relative direttive ministeriali». Dunque, per la prefettura retta da Giuliana Perrotta quelle sanzioni elevate in gran numero dagli ausiliari del traffico per conto di Palazzo Carafa e della Sgm, partecipata comunale, non hanno alcun valore e saranno annullate, se i cittadini – come oggi, nuovamente, invita a fare il Codacons – presenteranno ricorso. Esistono già, in tal senso, anche diverse sentenze del Giudice di pace. E se, ancora, Palazzo Carafa continuerà a multare gli automobilisti per grattino scaduto, l’ associazione dei consumatori è pronta a intentare una causa collettiva per risarcimento danni. Un passo indietro. Dopo la cancellazione, nel 2012, dell’ avviso bonario, il Comune ha temporeggiato, rinviando per oltre un anno la regolamentazione di una situazione che, nella confusione normativa nella quale è ora, consente comunque di rastrellare risorse. Per il 2013, parliamo di 360mila euro incassati grazie alle oltre 15mila sanzioni elevate per grattino scaduto. Così, dopo un lungo dibattito e tante polemiche, anche da parte del centrodestra, il 22 luglio scorso il tema è riapprodato in Consiglio comunale, dove si è stabilito che l’ avviso bonario, cioè la possibilità di pagare un forfait invece della multa, andava lasciato in soffitta e invece si sarebbe data agli automobilisti la possibilità di rifare il grattino, concedendo loro un quarto d’ ora “accademico”, multe -free, alla scadenza del primo ticket. Questa l’ ossatura della norma voluta dal sindaco Paolo Perrone «per restare – disse in Aula – nell’ ambito di quanto previsto dal Codice della strada ed evitare, allontanandosi da quanto stabilito dall’ Anci e dai nostri uffici, di ritrovarsi nell’ impossibilità di riscuotere le multe non pagate, se non per l’ impervia via giudiziaria». La norma è stata esaminata del comando della Polizia municipale, dall’ Avvocatura e poi, il 22 luglio, dal Consiglio. Poi, il 31 luglio la Giunta ha deliberato: sì alle multe a partire dal sedicesimo minuto successivo alla scadenza del grattino. Ma come è stato tradotto in pratica il provvedimento? Perché, da luglio a oggi, le multe hanno continuato a fioccare e pioveranno ancora copiose, giacché, nonostante l’ indirizzo della prefettura, Palazzo Carafa è deciso ad andare avanti per la sua strada e, per di più, quella delibera non è stata ancora applicata. «Sta per essere emessa un’ ordinanza spiega infatti il dirigente del settore Traffico e Mobilità, Giovanni Puce – che renderà operativa la misura sul quarto d’ ora accademico». Il perché, dal 31 luglio a oggi, Palazzo Carafa sia rimasto immobilizzato sulle vecchie posizioni, Puce – al timone degli uffici da poche settimane – lo spiega così: «La decisione è di fine luglio, poi c’ è stata l’ estate di mezzo, il mio subentro nell’ ufficio e si è arrivati fino a oggi». Il Codacons annuncia battaglia: «Nonostante la chiarissima presa di posizione della prefettu ra, il Comune – scrive l’ avvocato Piero Mongelli – si starebbe orientando a continuare in un comportamento palesemente illegittimo, contrario alla legge e che danneggia economicamente i cittadini. Alla nota della prefettura – aggiunge – non si può rispondere con un “non mi interessa e vado avanti”: il Comune non può continuare a multare i cittadini per grattino scaduto. Invitiamo tutti i cittadini leccesi a segnalarci casi simili all’ indirizzo info@codacons.le.it. E se il Comune proseguirà in questo atteggiamento, daremo seguito alla diffida presentata tempo addietro, anche con iniziative di tipo risarcitorio».

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