25 Febbraio 2021

Caos dopo l’ordinanza E la Regione: a scuola 672 contagi in 7 giorni

di  Silvia  Dipinto  L’attesa  è  lunga  un  giorno,  poi  ancora  una  notte.  un  giorno  ancora.  Nelle  36  ore  che  seguono  la  bocciatura  dei  giudici  amministrativi  sulla  nona  ordinanza  regionale  sulla  scuola  si  consuma  il  caos  nelle  famiglie  nei  4mila  plessi  pugliesi.  «È  difficile  mantenere  il  ti-  fermo  in  questo  mare  tempestoso»,  ammette  Maria  Iaia,  sintetizzando  con  un’elegante  metafora  lo  stato  d’animo  dei  dirigenti  scolastici,  stanchi  di  gestire  continui  cambi  di  regole  la  rabbia  dei  genitori.  La  preside  del  26esimo  circolo  didattico  di  Bari  negli  scorsi  giorni  ha  ricevuto  360  richieste  di  presenza  su  600  alunni  ora  dovrà  accogliere  in  classe  chiunque  abbia  espresso  necessità  importanti  per  sedere  fra  banchi.  «E,  d’altronde  come  facciamo  dire  “tu  sì,  tu  no”,  comprendendo  le  esigenze  delle  famiglie,  soprattutto  quelle  con  bambini  più  piccoli»,  ammettono  docenti  presidi,  cui  nei  fatti  è  nuovamente  piovuta  addosso  la  responsabilità  di  valutare  le  scelte  dei  genitori  dei  570mila  alunni  pugliesi:  una  facoltà  uscita  dalla  porta  rientrata  dalla  finestra  con  la  nuova  ordinanza.  L’incertezza  Riunioni  di  staff,  collegi  docenti  convocati  d’urgenza  Chat  dei  genitori  impazzite  infuocate.  La  decima  ordinanza  regionale  arriva  quando  mancano  pochi  minuti  alla  mezzanotte  di  martedì,  appena  in  tempo  per  bloccare  «l’invasione  degli  studenti  in  presenza»  (così  la  definisce  il  governatore  Michele  Emiliano)  che  deriverebbe  dall’applicazione  del  dpcm  Conte.  Segue  una  giornata  di  grande  incertezza,  cui  quasi  tutti  mantengono  le  condizioni  invariate  per  24  ore  decidono  gradualmente  come  comportarsi  per  prossimi  giorni,  mentre  genitori  attendono  speranzosi  le  novità  nelle  chat  di  classe  sui  siti  delle  scuole.  Il  sindacato  Anief  ricorda  che  «è  il  tempo  delle  responsabilità»,  la  Cisl  scuola  invoca  certezze,  l’Unione  degli  studenti  insiste  perché  «non  nasca  un  nuovo  sterile  dibattito  intorno  al  tema  della  scuola,  senza  che  si  parli  di  soluzioni  reali  tangibili  non  solo  di  slogan  propaganda»,  dichiara  il  coordinatore  Stefano  Mariano  ricordando  che  «da  settembre  gli  studenti  sono  stati  richiamati  alla  responsabilità  alla  pazienza,  ma  non  c’è  stato  alcun  passo  in  avanti  per  scongiurare  una  gestione  fallimentare  delle  scuole  pugliesi».  il  Codacons  di  Lecce,  vincitore  al  Tar,  annuncia  un  ulteriore  ricorso  contro  l’ultima  ordinanza.  La  nuova  organizzazione  Non  tutte  le  risposte  delle  scuole  sono  tempestive,  qualcuno  prende  tempo  per  riflettere  sull’interpretazione  da  dare  all’ordinanza  La  maggior  parte  degli  istituti  si  limita  riportare  il  testo  sul  sito  riattivare  moduli  distribuiti  tra  le  famiglie  per  sondare  le  esigenze.  Le  scuole  di  pensiero  restano  due,  con  genitori  divisi  in  fazioni  opposte  impegnati  in  confronti  (non  sempre  pacifici)  coi  docenti.  Il  popoloso  comprensivo  Duse,  per  esempio,  «riserva  l’attività  di-  senza  nessun  limite  di  presenza,  garantendo  il  collegamento  on  line  per  gli  alunni  che  optano  per  la  didattica  digitale  integrata».  Molti  dirigenti  scelgono  di  non  entrare  nel  merito  delle  richieste  delle  famiglie,  invitano  alla  prudenza  al  buon  senso  accettano  tutte  le  istanze.  Altri  stabiliscono  alcuni  criteri  di  massima.  Il  comprensivo  Massari  Galilei  riporta  alcuni  esempi:  «Alunni  che  non  hanno  nessun  adulto  cui  essere  affidati,  figli  di  personale  sanitario,  ovvero  in  caso  di  oggettive  difficoltà  nella  fruizione  della  didattica  distanza».  Niente  turni,  ricordano  il  comprensivo  Mazzini  Modugno  Balilla  Imbriani,  l’Aristide  Gabelli  ripristina  già  da  oggi  il  trasporto  scolastico,  mentre  il  Comune  conferma  che  il  servizio  mensa  è  disponibile  per  tutte  le  scuole  che  ne  chiedano  la  riattivazione.  «La  posizione  dei  dirigenti  è  molto  complessa  — ammette  la  preside  Iaia,  interpretando  il  sentimento  dei  colleghi  — perché  in  qualsiasi  modo  ci  muoviamo,  veniamo  criticati  dalle  famiglie,  che  in  parte  chiedono  di  allargare  le  maglie,  in  parte  di  restringerle».  È  impossibile  accontentare  tutti,  inevitabilmente.  Le  scuole  superiori  mantengono  mediamente  l’assetto  già  stabilito,  salvo  interrogare  nuovamente  le  famiglie  (lo  fa  il  liceo  scientifico  Scacchi),  mentre  la  preside  del  Salvemini,  Tina  Gesmundo,  segnala  che  le  corse  dei  bus  attivate  per  il  Covid  dai  comuni  limitrofi  sono  già  soppresse.
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox