Caos cimiteri, Ama contrattacca: denunce a politici e pompe funebri
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fonte:
- Corriere della Sera
Dopo i sit- delle agenzie di pompe funebri e i manifesti apparsi sui muri di Roma con lo sfogo addolorato di un figlio («Scusa mamma se non riesco a farti tumulare»), il caos delle sepolture finisce in Procura. All’esposto di Efi (Associazione eccellenza funeraria italiana), che rappresenta gli operatori del settore, preceduto da quello di Fratelli d’Italia alla Corte dei Conti che chiede di approfondire la questione delle nomine in Ama, se ne aggiunge un altro: i leghisti Fabrizio Santori e Monica Picca martedì hanno depositato un’istanza ai magistrati di piazzale Clodio, alla quale ha aderito anche la portavoce del Comitato tutela cimiteri capitolini, Valeria Campana. Nel segnalare «la situazione diventata ormai insostenibile e al collasso», chiedono di «valutare l’eventuale inerzia di Roma Capitale e di Ama Cimiteri tale da rilevare un’omissione di servizio». La denuncia è corredata da un dossier dettagliato dal quale emergono l’incuria e il deficit manutentivo nei tre complessi principali (Verano, Flaminio, Laurentino), oltre ai furti, gli atti vandalici, le «condizioni di inefficienza e gli abusi». Viene inoltre riportata una tabella secondo la quale i costi dei servizi sarebbero superiori a quelli di altre città italiane: Roma per una cremazione si pagano in media 45o euro contro i 306 di Milano e i 331 di Palermo. Lo scarto è ancora più evidente per la concessione di un loculo: oltre 600 euro in più rispetto al capoluogo lombardo, mentre per l’inumazione si arriva a sborsare il doppio (342 euro a fronte dei 171 sotto la Madonnina). merito alle lunghe liste d’attesa per le cremazioni, fino a tre settimane, ci si chiede inoltre come sia possibile ignorare «quanto strazio si aggiunga al dolore» per la perdita di un proprio caro. Sommersa dalle polemiche, sotto pressione per i possibili risvolti giudiziari, Ama contrattacca ventilando «eventuali azioni nelle sedi opportune per il reato di procurato allarme a tutela del servizio pubblico essenziale svolto». Il monito, chiariscono da via Calderon de La Barca, è rivolto «alle iniziative di alcuni esponenti politici, del Codacons, delle agenzie funebri, non certo alle famiglie dei defunti che stiamo cercando di accogliere in ogni modo». E a riprova degli sforzi profusi per fronteggiare l’aumento esponenziale di decessi causa Covid ricordano: «Dall’inizio di quest’anno a Prima Porta sono state effettuate oltre 4.500 cremazioni, 568 soltanto negli ultimi 15 giorni, e oltre 6.700 operazioni tra inumazioni, tumulazioni, esumazioni ed estumulazioni». Nel frattempo, con una rete infrastrutturale ancora carente (entro il 2021 i forni crematori dovrebbero passare da sei a nove), si cerca di agevolare il trasferimento delle salme fuori Roma: «Il drastico snellimento dell’iter burocratico per le cremazioni in altri territori, a partire da questa settimana, consentirà di aumentare progressivamente la lavorazione anche delle cremazion i d a s v o l g e r e p r e s s o l’impianto del Flaminio. Nell’eccezionalità dell’attuale contingenza il trend di crescita è marcato ed evidente». Maria Egizia Fiaschetti
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