9 Luglio 2009

Cantiere pericoloso, un esposto

Cantiere pericoloso, un esposto Presunte irregolarità nei lavori per il palazzo del Cinema, denuncia di Estuario Nostro

La battaglia delle associazioni ambientaliste contro le modalità di cantiere attuate per la realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema al Lido arriva in Procura.  L’architetto Arrigo Battistini, in qualità di Presidente dell’Associazione Ambientalista "Estuario Nostro", anche a nome delle associazioni Lipu, Pax in Aqua, Assomurazzi, Italia Nostra, Rocchetta e Dintorni, Civiltà Anfibia, associazione Vegetariana italiana, Amico Albero, Codacons Regionale, ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri di Venezia del nucleo tutela del patrimonio culturale. Sotto accusa sono finite soprattutto le modalità di lavoro intraprese per lo scavo dei sottoservizi, nell’area di cantiere lato mare, da parte della ditta, da dicembre dello scorso anno fino al 22 giugno scorso, data in cui si sono conclusi gli ultimi abbattimenti degli alberi. Il documento, sottoscritto dalle associazioni ambientaliste, chiede all’Autorità giudiziaria di verificare anche se siano state mantenute tutte le precauzioni per tutelare la pubblica incolumità. Scrive l’architetto Battistini: "L’operazione, eseguita con mezzi meccanici ignorando le prescrizioni dettate dal regolamento comunale per la Tutela e la Promozione del Verde in città vigente alla data dell’intervento, ha reciso buona parte dell’apparato radicale delle alberature determinando subito la caduta di una pianta". Dopo la prima parte dell’intervento, secondo i firmatari dell’esposto, l’impresa non avrebbe provveduto a porre in sicurezza i rimanenti lecci per evitare la loro caduta. Le ultime piante sono state poi abbattute da Veritas per conto del Comune per il rischio di problemi di staticità. Queste circostanze hanno convinto le associazioni ambientaliste a chiedere chiarimenti ufficiali. Il cantiere infatti ha lavorato per circa sette mesi, con i propri operai, in questa situazione, a ridosso degli alberi. Inoltre la zona è un punto di passaggio molto frequentato sul Lungomare Marconi. L’esposto presentato chiede ai Carabinieri di compiere indagini per "appurare se sia stato posto in essere un oggettivo stato di pericolo per la pubblica incolumità, individuare gli autori degli interventi e/o delle omissioni che possono aver determinato tale stato di pericolo, sanzionare gli eventuali responsabili".

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