Cantiere di Tezze, sospetti sulla terra per il livellamento
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fonte:
- Giornale di Brescia
«No alla nuova terra dei fuochi». Tuona così la nota emessa ieri da Codacons, che comunica di aver presentato «un esposto alla Procura per danno ambientale» relativamente al terreno in località Tezze dove sono iniziati i lavori per la realizzazione di un centro commerciale, dove «i cittadini della zona hanno notato alcune stranezze». In particolare, relativamente al materiale utilizzato per livellare il terreno «che ha destato sospetti, tanto che sono intervenute – si legge ancora nella nota – le autorità e le guardie ecologiche volontarie della Polizia provinciale prelevando campioni e consegnandoli ai laboratori dell’ Arpa». «Non lamentiamoci poi se i privati decidono d’ investire altrove- commenta stizzito il sin daco Stefano Tramonti -. Ben vengano le verifiche, ma calmi a puntare il dito: oltre al rispetto per chi lavora, bisogna possedere prove certe prima di giungere a conclusioni affrettate». Sul lotto in questione, un terreno di 18mila mq, grazie all’ approvazione della variante al Pgt del piano Pa-adt2re sorgeranno un centro commerciale Conad e un’ area residenziale. «Operazioni, queste, possibili solo ad iter burocratico concluso, durante il quale gli enti preposti non hanno avanzato pareri contrari- specifica il primo cittadino -. Solo una volta adempiuti i versamenti al Comune (700mila euro, ndr), fornite le garanzie e messi agli atti i documenti del caso, l’ ufficio tecnico ha rilasciato il permesso di costruire». Tutto ok, dunque, se non fosse che il cantiere era stato predisposto in modo non congruo. Lunedì l’ errore e stato notificato al direttore dei lavori da parte della Polizia locale, e il materiale inizialmente usato per le operazioni di livellamento e stato rimosso, provvedendo l’ indomani a riallestire correttamente il cantiere. In seguito, su segnalazione di alcuni carpenedolesi «le Gev- spiega Codacons- mercoledì hanno prelevato campioni di materiale residuo, consegnandoli all’ Arpa». I Carabinieri di Carpenedolo hanno posto sotto sequestro il cumulo di terra incriminato, in attesa dei risultati di laboratorio. «Senza usare quel materiale- conclude il sindaco – i lavori proseguono». // M. Z.
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