20 Gennaio 2020

«Canta misoginia e violenza» Bufera sul rapper a Sanremo

Junior Cally fa esplodere il nuovo caso sulle scelte fatte dal conduttore della nuova edizione del festival della canzone italiana Amadeus, già nella bufera per alcune dichiarazioni giudicate sessiste. La polemica bipartisan esplode prepotente e si chiede subito e in maniera corale un passo indietro dell’ autore della canzone del 2017 contro le donne: «Cally non può salire sul palco, è una scelta eticamente inaccettabile – dice il presidente della Rai Marcello Foa – Il Festival, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Spero che Amadeus sappia riportare il festival nella sua giusta dimensione». «Amadeus colleziona figuracce su figuracce. Polemiche su polemiche, scelte inopportune, messaggi sbagliati. Leggo le parole del rapper Cally offensive per le donne- tuona Daniela Santanché (Fdi) – Chi fa la selezione degli artisti, secondo quale criterio esclude Iva Zanicchi e inserisce personaggi che fomentano i sentimenti peggiori parlando di omicidio, stupri e furti?». Armate contro le decisione del conduttore anche le deputate inter gruppo: «Amadeus si scusi pubblicamente e riaffermi l’ impegno della Rai nella lotta alla violenza, alle discriminazioni e ai pregiudizi di genere. I testi di Cally sono pieni di violenza, sessismo e misoginia. Risulta incomprensibile che il servizio televisivo pubblico promuova un modello diseducativo di donna bella e disposta a occupare ruoli di secondo piano per non fare ombra al proprio compagno famoso. È lo specchio di una cultura secondo cui la donna non deve avere meriti particolari, se non quello di essere di bell’ aspetto e di saper stare «un pas so indietro». «Considero vergognoso che partecipi a Sanremo un rapper per ragazzini che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi violente e che istigano alla violenza di genere commenta la senatrice del Movimento 5 Stelle Cinzia Leone, vicepresidente della commissione di inchiesta sul fenomeno del femminicidio – Ritengo che la Rai dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi «cantanti». Politica ma anche associazioni di consumatori. Il Codacons avvisa la Rai: se il rapper Junior Cally lancerà messaggi sbagliati, diseducativi o pericolosi dal palco dell’ Ariston, l’ azienda dovrà rispondere dei danni arrecati. «Fa bene chi si indigna per le parole del rapper – spiega il presidente Carlo Rienzi – In un momento in cui è massima l’ attenzione sul tema della violenza sulle donne, inserire in gara un cantante i cui testi possono rappresentare un pericolo specie per il pubblico più giovane, appare una scelta inopportuna. Ma la Rai è avvisata: se saranno lanciati dal palco dell’ Ariston messaggi diseducativi, l’ azienda sarà chiamata dal Codacons a risponderne in tribunale». E il rapper chiamato in causa interviene nel dibattito. «È evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c’ entrano nulla – dice- Due sono le cose: o si accetta l’ arte del rap, e probabilmente l’ arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano». Replica anche da Amadeus dopo le parole della conferenza stampa dedicata al Festival di Sanremo che hanno provocato una bordata di polemiche respingendo nettamente le accuse di sessismo. «Ho riportato una confidenza che mi ha fatto Francesco Sofia Novello quando l’ ho conosciuta – dice – Una vicenda strumentalizzata, chi mi conosce sa che proprio la parola sessismo da me è completamente bandita. Quindi, a casa non conto praticamente nulla».

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