27 luglio 2016

CANONE RAI IN BOLLETTA: CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI IN CAMPO CONTRO IL NUOVO SISTEMA DI PAGAMENTO

CANONE
RAI IN BOLLETTA: CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI DEI SERVIZI
RADIOTELEVISIVI IN CAMPO CONTRO IL NUOVO SISTEMA DI PAGAMENTO

Le
Associazioni avvieranno un ricorso al TAR Lazio per ottenere
l’annullamento del decreto del MISE che ha sancito l’inserimento del
“Canone RAI” all’interno delle bollette elettriche

I
FATTI.
Il
decreto
n. 94 del 13 maggio 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico –
con
oltre quattro mesi di ritardo rispetto alla data fissata dalla legge
e dopo che il Consiglio di Stato, per ben due volte, ha esposto
“perplessità” in merito ai contenuti del provvedimento –

ha
sancito l’inserimento del “Canone Rai” all’interno delle
bollette elettriche, con
un
importo leggermente più basso rispetto al passato (
100
euro

anziché
113,50).

Dopo
mesi di annunci, polemiche e dibattiti, il “Canone in bolletta”
diventa realtà
:
già la
bolletta
della luce

di
luglio
2016
,
per la prima volta, prevede un importo aggiuntivo di 70 euro a titolo
di arretrati, da gennaio a oggi. I restanti 30 euro del Canone TV
2016 saranno, invece, distribuiti nelle successive 3 bollette della
luce. Per gli anni successivi al 2016, infine, il canone sarà
suddiviso in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse
dall’impresa elettrica aventi scadenza successiva alla scadenza delle
rate.

UN
PROVVEDIMENTO ILLOGICO.
L’illogicità
e le storture del nuovo sistema di pagamento introdotto dalla Legge
di Stabilità 2016 sono evidenti.

In
primis, l’inserimento in bolletta snatura l’imposta legata al
possesso di un apparecchio TV, legandola al pagamento di un servizio
del tutto diverso (come l’utenza elettrica).

In
secondo luogo, è evidente l’anomalia relativa al nuovo sistema di
riscossione: un soggetto privato (l’impresa fornitrice di energia
elettrica) si sostituisce allo Stato per l’incasso di un importo
che rimane di spettanza Erariale. Peccato che i fornitori di energia
non possano trasformarsi in esattori per recuperare il canone Rai,
semplicemente perché si tratta di un compito che non gli compete.

Ancora,
se è vero che il nuovo meccanismo di pagamento e riscossione del
canone agevola l’Erario (nel contrasto al fenomeno dell’evasione),
allora
lo
“sconto” praticato al contribuente risulta piuttosto esiguo: dati
alla mano, infatti,
il
Governo
avrebbe
potuto abbassare il balzello fino a 80 euro.

Senza
contare, in conclusione, la reiterata violazione dello Statuto del
Contribuente: l’Agenzia delle Entrate avrebbe infatti dovuto
richiedere ed ottenere — da parte delle anagrafi comunali — i
dati relativi alla composizione dei nuclei anagrafici, così da
evitare duplicazioni e confusioni; e ciascun utente avrebbe dovuto
disporre di 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i
provvedimenti di attuazione per presentare eventuali dichiarazioni di
esenzione dal pagamento.

L’INIZIATIVA.
Il
Codacons e l’Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi, come di
consueto, hanno monitorato le varie fasi dell’operazione che ha
portato all’inserimento in bolletta del Canone TV
,
e
hanno scelto di intervenire a tutela degli utenti italiani.
Dopo
aver tentato la carta della petizione on line, e pur comprendendo e
rispettando la funzione pubblica svolta dalla televisione di Stato,
le Associazioni avvieranno quindi un ricorso al TAR Lazio per
ottenere l’annullamento del Decreto del Ministero dello Sviluppo
Economico del 13 maggio 2016, avente ad oggetto “Regolamento
recante attuazione dell’articolo 1, comma 154, della legge 28
dicembre 2015 n. 208 (Canone RAI in bolletta)
”, pubblicato in
GU n. 129 del 4.6.2016.

Al momento non è possibile aderire a questa iniziativa.