Canone Rai, il Consiglio di Stato: stop al decreto
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fonte:
- Il Mattino
è caos sulle norme che prevedono il pagamento in bolletta. il governo: non è una bocciatura
Elena RomanazziDi questi tempi buona parte degli italiani avrebbero già pagato il canone di abbonamento televisivo. Chi in tempo utile (31 gennaio), chi a febbraio con una sanzione di 4, 47 euro, chi con un ulteriore ritardo e raddoppio della penale. E ci sarebbe stato anche l’ evasore. Ora che è stato inserito in bolletta energetica non è più certa neanche la prima scadenza, fissata per luglio. A mettere i bastoni tra le ruote alla novità il Consiglio di Stato che ha rinviato al mittente il decreto attuativo sul canone Rai. Definendolo senza mezzi termini, confuso, incomprensibile per gli utenti, da correggere e integrare. Non è tutto da rifare ma quasi e dunque il parere è sospeso. E ora? Ora si rimette mano al provvedimento, assicura il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. O meglio – precisa – si integra così come il governo aveva già annunciato pochi giorni fa, ma non si parli di bocciatura, è semmai un utile suggerimento di integrazioni e chiarimenti, peraltro nella prassi dei pareri del Consiglio stesso.È il tempo che manca. Le scadenze per la dichiarazione di non possesso dell’ apparecchio televisivo sono alle porte. Il 30 aprile in via cartacea, a metà maggio in via telematica. E ora neanche gli uffici che raccolgono le domande sanno come devono muoversi per dare una mano ai cittadini. La dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo è complessa. È lacunosa la stessa «definizione di apparecchio televisivo», «non si comprende cosa debba essere inteso come televisione – rileva il Consiglio di Stato – dal momento che sul mercato sono disponibili diversi device per la ricezione dei programmi». Non basta. C’ è un aspetto non marginale relativa alla privacy vista «l’ elevata mole di dati che si scambieranno – rileva il Consiglio di Stato – che si scambieranno gli enti coinvolti». Per non parlare delle informazioni ai cittadini. Carenti e inadeguate. Il canone Tv è diventato un giallo da risolvere.Complicato, da rivedere. L’ opposizione è ben lieta dell’ accaduto. E le associazioni dei consumatori, dal Codacons all’ Aduc, cantano vittoria e chiedono esplicitamente il rinvio del pagamento.Un ritorno al passato non sarebbe così sbagliato. L’ azzurra Deborah Bergamini parla di un clamorso «flop dell”esecutivo». Giovanni Paglia di Si chiede di cancellare la norma, senza se e senza ma, aggiungendo anche le «scuse agli italiani per il pasticcio».Nonostante lo stop del Consiglio di Stato al canone in bolletta l’ Agenzia delle Entrate è già pronta a guidare i cittadini nella redazione della dichiarazione sostitutiva per chi non detiene un apparecchio televisivo e a chiarire i dubbi principali intorno all’ operazione canone in bolletta. Ma ora, in attesa di notizie certe su come ci si deve muovere, i cittadini attendono lumi. Come i Caf già sobillati dalle domande proprio sul pagamento del canone della Rai. L’ azienda non è certo felice di quanto sta accadendo. I conti, malgrado i risparmi, non sono poi così rosei. E i proventi del canone servono come l’ ossigeno.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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