Canone Rai, i consumatori: l`aumento è illegittimo
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Canone Rai, i consumatori: l`aumento è illegittimo e superiore all`inflazione
ROMA L`Intesa Consumatori ha annunciato l`intenzione di impugnare «in tutte le sedi legali» l`aumento del canone Rai di 3,30 euro, pari al 3.52%. Un aumento ritenuto, invece, legittimo se «la Rai finalmente si distinguerà dalla tv commerciale, dando un senso al suo essere servizio pubblico e ponendo fine a quell`omologazione e a quell`appiattimento che sono la morte della nostra televisione», sostiene il componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Michele Bonatesta, di An. «Tutto dipenderà dall`effettiva volontà e capacità della Rai di realizzare quella che è la missione precisa del servizio pubblico radiotelevisivo – aggiunge Bonatesta – E, per quanto ci riguarda, confidiamo che la Rai di Baldassarre questa volontà e questa capacità le abbia».
Ma i consumatori non ci stanno: secondo l`Intesa – che raggruppa varie associazioni di consumatori – si tratta di un «grosso regalo» che il ministro Gasparri ha fatto alla Rai «decidendo di aumentare il canone di un importo persino superiore a quanto avevano proposto gli stessi tecnici del Ministero delle Comunicazioni, che avevano prospettato ai dirigenti di viale Mazzini un incremento compreso tra 2,5 e 2,8 euro». Intesa definisce l`aumento «senza precedenti» in quanto la maggiorazione è «di gran lunga» superiore a quelle degli ultimi 10 anni: solo nel 1998 fu del 3.53%, ma riguardava due anni, non essendoci stato adeguamento nel `97.
L`Intesa Consumatori ricorda che nei giorni scorsi aveva esposto «dieci buoni motivi» per non aumentare il canone e aveva chiesto al ministro di ripensarci. «L`aumento deciso ieri – sostiene ancora – è superiore, non solo all`irrealistico tasso di inflazione programmata del Governo, ma anche all`inflazione attuale che, come tutti sanno, è fuori controllo ed in costante e pericolosa crescita».
Sempre i consumatori informano che il 12% degli italiani potrebbe decidere di non pagare l`Ici e di attendere il condono fiscale per mettersi in regola con il fisco. Il dato emerge da un`indagine condotta dall`Intesa, che reputa questo dato «clamoroso poiché conferma che la scelta di risanare, o meglio di sanare i buchi in bilancio con condoni fiscali, ingenera sfiducia nei cittadini e crea ulteriori problemi alle casse dello Stato». Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori sono convinte che «se condono deve essere per chi non ha pagato il dovuto, deve esserci un risarcimento equo per chi invece ha pagato sempre tutto». Proprio per questo le Presidenze nazionali delle Associazioni hanno istituito un comitato, al quale potranno aderire, iscrivendosi ad una delle organizzazioni, tutti i contribuenti in regola per chiedere un equo rimborso. «Centinaia di contribuenti – spiega l`Intesa dei Consumatori – si sono rivolti quotidianamente alle sedi delle associazioni non per chiedere come fare il condono, ma per protestare in quanto non comprendono perché chi ha pagato sempre regolarmente debba essere svantaggiato rispetto a chi ha fatto il furbo o peggio, non pagando i tributi dovuti».
Un esempio su tutti, conclude l`Intesa, è proprio quello del canone Rai. «Il condono – precisano le associazioni – prevede che il pagamento possa essere sanato con il versamento di 10 euro per ogni annualità dovuta. Quindi il pagamento dell`annualità regolare del canone corrisponde a 8 anni di canone condonato. Una vera beffa per tutti i cittadini».
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