5 Agosto 2011

Canone Rai? Gli esercizi pubblici non pagano. E tra gli evasori spuntano istituti religiosi

PERUGIA – HANNO LA TELEVISIONE , magari anche più di una. Ma quando arriva il bollettino del canone Rai da pagare lo strappano e buttano via. I ‘ furbetti’ della tv sono in aumento: secondo dati Rai, diffusi dal Codacons, il 96% degli esercizi pubblici non pagherebbe il canone. E questo tipo di evasione sarebbe alta anche in Umbria dove si trovano 565 alberghi, 1.822 bar e 4.166 ristoranti, oltre a 1.1912 esercizi di piccolo dettaglio. Tra gli evasori, inoltre, ci sarebbero anche istituti religiosi, partiti politici e scuole. Per questo il Codacons ha inviato un esposto alle Procure della Repubblica competenti per l’ Umbria e alla Procura regionale della Corte dei Conti. «Da una parte una miriade di lettere ai privati cittadini con cui l’ Agenzia delle Entrate richiede periodicamente il pagamento del canone Rai – fa sapere -. Dall’ altra una miriade altrettanto estesa di esercizi commerciali, strutture ricettive, circoli, associazioni private e persino istituti religiosi, che nel 96% dei casi non paga il canone cosiddetto "speciale", determinando un mancato introito per le casse della tv di Stato pari a 230 milioni di euro all’ anno a livello nazionale». Un paradosso sul quale il Codacons vuole vederci chiaro. L’ associazione ha avviato infatti una inchiesta verificando l’ esistenza di un universo di evasori nel settore delle strutture pubbliche. I numeri parlano chiaro: il 96% di alberghi, residence, campeggi e strutture turistiche e ricettive in generale, non paga il «canone speciale», che a seconda delle categorie varia da 6.603,22 euro a 198,11. Tra chi non versa la tassa rientrano però anche bar, ristoranti, negozi, ospedali, case di cura, uffici, navi di lusso, circoli, associazioni, sedi di partiti politici, studi professionali, mense aziendali, scuole e persino istituti religiosi. «Trattandosi di strutture pubbliche, l’ accertamento ad opera dell’ Agenzia delle Entrate potrebbe essere eseguito con facilità recandosi direttamente in loco – ha spiegato il presidente Carlo Rienzi -. Si preferisce invece assillare i singoli cittadini che magari la tv non la vedono, lasciando impunite tutte le altre categorie pur soggette al pagamento del canone».

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