1 Giugno 2019

Cannabis shop, giù le prime saracinesche

DOPO LA SENTENZA della Cassazione, che ha ribadito come la legge non consenta la vendita o la cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis» (olio, foglie, inflorescenze e resina), molti negozi ieri hanno precauzionalemente abbassato le saracinesche. A Reggio Emilia, in tre negozi è stata sequestrata cannabis light, mentre a Medicina (Bologna), un negozio ha deciso autonomamente di chiudere. La polemica ha comunque tenuto banco. «La decisione di considerare reato i prodotti derivati dalla cannabis light – ha attaccato Vasco Rossi – è un errore. Con la cannabis non è mai morto nessuno. Non va inserita tra le sostanze stupefacenti». Durissimo, invece, il vicepremier Matteo Salvini: «La droga fa male. Ne ero e ne resto convinto». E quando gli hanno chiesto se verranno ispezionati i negozi, ha risposto: «C’ è una sentenza e le sentenze si rispettano». E il Codacons alza ancora di più l’ asticella: «Il principio sancito dalla Cassazione va applicato anche ai prodotti contenenti nicotina, in virtù di una recente perizia ordinata dal Consiglio di Stato che certifica come proprio la nicotina causi dipendenza fisica e psichica, e sia a tutti gli effetti una sostanza drogante».

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