Cannabis light, il parere del Consiglio Superiore di Sanità: no alla vendita
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Stop alla vendita dei prodotti a base di cannabis ‘light’, cioè con il principio attivo Thc inferiore ai limiti di legge, con i negozi ‘green’ proliferati negli ultimi mesi in tutta Italia. È quanto contenuto in un parere forumlato dal Consiglio Superiore di Sanità su richiesta del ministero della Salute lo scorso febbraio. “Non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa”, avverte il Css, che “raccomanda che siano attivate nell’ interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita”. Questo perchè il limite di Thc previsto dalla legge (0,2-0,6%) “non è trascurabile”, e gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, magari aumentando le dosi. Peraltro con un consumo “al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre”. Secondo il Css peraltro non è stato valutato “il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, etc..) così da evitare che l’ assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicurà e ‘priva di effetti collateralì si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)”. Cannabis, cosa prevede la legge in Italia . I prodotti a base di cannabis, nel rispetto del tetto fissato per la dose di Thc contenuta, si possono vendere in Italia, in base alla legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Da allora sono sbocciati come funghi i negozi ‘green’ in tutta Italia, con un giro d’ affari in forte crescita (diverse decine di milioni di euro). La legge contiene “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, finalizzata alla coltivazione e alla trasformazione; all’ incentivazione dell’ impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; allo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’ integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; alla realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca. Non è prevista la coltivazione per farne “spinelli”, tanto per chiarire: è possibile infatti trarne, tra le altre cose, “alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori”. Codacons: rischio chiusura per migliaia di negozi .Il parere del Consiglio superiore di Sanità sulla cannabis light rischia di determinare la chiusura di migliaia di negozi specializzati nella vendita della canapa, che negli ultimi mesi sono sorti in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, commentando la decisione del Css secondo cui “Non può essere esclusa la pericolosità della ‘ cannabis light'”. “Il Css chiede esplicitamente misure atte a non consentire la libera vendita di tale prodotto, aprendo così un delicato fronte che vede coinvolti migliaia di esercizi commerciali – spiega il presidente Carlo Rienzi – Il ministero della Salute, quindi, dovrà mettere in campo le precauzioni richieste allo scopo di tutelare la salute pubblica. In tal senso la soluzione più adatta per dare riscontro al parere del Css e impedire sia la chiusura dei negozi sia danni per chi acquista prodotti a scopo di collezione, è prevedere una dichiarazione di responsabilità da parte dell’ acquirente, nella quale lo stesso si impegna a non fare un uso pericoloso dei prodotti venduti presso tali esercizi” – conclude Rienzi.
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