CANNABIS L`ennesima sentenza
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fonte:
- il Riformista
Dispiace anche a noi constatare, come ha fatto Anna Finocchiaro, che una questione di grande importanza che dovrebbe essere risolta in sede politica è stata invece “risolta dai giudici“. La questione riguarda le politiche nazionali in materia di sostanze stupefacenti ed era quella contenuta nel famoso “decreto Turco“, con cui il ministro della Salute aveva raddoppiato (da 500 a 1000 milligrammi) il quantitativo massimo di cannabis che poteva essere detenuto per uso esclusivamente personale. Ieri il decreto è stato sospeso dal Tar del Lazio, che ha accolto le richieste presentate dal Codacons e da una cooperativa sociale di Taranto. I giudici amministrativi hanno ritenuto che la legge “non conferisce al Decreto un potere politico di scelta in ordine alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza incorrere nelle sanzione penali“. Bensì, si legge ancora nel dispositivo, “un potere di scelta di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del ministero della Salute“. Per il Tar, inoltre, “la scelta effettuata con il decreto impugnato non risulta supportata da alcuna istruttoria tecnica che giustifichi il raddoppio del parametro moltiplicatore“. Se ne deduce, quindi, che il problema, più che il decreto, è la legge. Ragion per cui Livia Turco ha avuto buon gioco a giudicare “infondata“ la motivazione dei giudici. “Farò ricorso al Consiglio di Stato – ha aggiunto la Turco – è la Fini-Giovanardi che va cambiata“, visto che non offre al ministro “alcun criterio tecnico per determinare la quantità“ di cannabis che è possibile possedere. Nulla di nuovo sotto il fronte italiano: quando c`è un vulnus creato dalla politica, sono i giudici a doversene fare carico. Non è un bene. Fa bene la Turco a insistere sulla strada intrapresa. Siamo alle solite anche nel dibattito interno al centrosinistra. Le senatrici teodem Binetti e Baio Dossi hanno invitato il governo a cambiare la rotta e a tener conto di quanto scritto dai giudici amministrativi nella loro sentenza. Anche sulla droga siamo punto e daccapo. E non è un eccezione. Purtroppo.
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