22 Marzo 2007

Cannabis, il Tar annulla il decreto Turco

ROMA – Il Tar del Lazio boccia il decreto Turco sulla cannabis ma è allo studio un nuovo provvedimento per modificare il decreto del precedente governo sulle quantità massime detenibili senza incorrere in sanzioni penali. La conferma di questa ipotesi, già annunciata dal ministro della salute Livia Turco è venuta dal ministro per la solidarietà sociale Paolo Ferrero che ha spiegato così la rinuncia del governo a ricorrere al Consiglio di stato contro la sentenza del Tar del Lazio. Dopo la sospensione del 15 marzo, è arrivata la bocciatura definitiva del provvedimento Turco che innalzava da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di detenzione di cannabis al di là della quale scattano le sanzioni penali. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio è entrato questa volta nel merito del provvedimento ministeriale dello scorso 13 novembre che innalzava il quantitativo massimo espresso in principio attivo, che può essere detenuto per uso esclusivamente personale. I giudici hanno così accolto il ricorso proposto dal Codacons, dall`Associazione Articolo 32 e dall`Aidma (Associazione italiana per i diritti del malato). Nella motivazione dell`atto, dicono i giudici del Tar, il decreto “non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione“. In pratica non viene considerato congruo il raddoppio delle quantità perché non supportato da adeguamenti tecnico scientifici. Immediata la risposta del ministero che ritiene necessario considerare con un nuovo provvedimento l`annullamento anche del decreto “Berlusconi/Castelli dell`11 aprile 2006 che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili ad uso personale. Il procedimento seguito è stato identico anche se ha portato all`individuazione di diversi valori di riferimento“. Per Livia Turco il governo deve “procedere sollecitamente alla modifica della legge Fini/Giovanardi“. Sostegno al ministro della salute arriva dal ministro della Solidarità Sociale, Paolo Ferrero secondo il quale il decreto era “corretto, poiché la sua finalità era quella di evitare che la gente rischiasse di andare in galera come spacciatore quando invece era semplicemente consumatore di qualche spinello. È urgente fare una legge che rivisiti la materia“. Per Carlo Giovanardi, firmatario del decreto sulle droghe del governo Berlusconi “la decisione del Tar del Lazio è un atto dovuto, nel momento in cui è apparso chiaro che questa decisione è stata assunta senza nessuna motivazione di ordine tecnico scientifico“. Duri anche i commenti di Forza Italia. Sul fronte della maggioranza Daniele Capezzone, esponente della Rosa nel Pugno, sostiene che “Quel che è grave è l`automaticità, la sistematicità, la naturalezza con cui si assiste al fenomeno di una magistratura che interviene creando diritto, entrando nel campo del parlamento e del governo“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox