14 Gennaio 2018

Cannabis, il comitato va all’ attacco «Il ministro non ci ascolta neppure»

la presidente biavati: «siamo stati abbandonati dalle istituzioni»
di LUCA SOLIANI «LA SITUAZIONE è tragica. Abbiamo inviato un appello-denuncia al ‘ministro della salute’ Beatrice Lorenzin ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Questo silenzio è assordante». Elisabetta Biavati, presidente del comitato ‘Pazienti cannabis medica’, è furente e allo stesso tempo amareggiata per la grave carenza che sta mettendo in ginocchio tantissimi malati. L’ abbiamo intervistata. Quanti siete nel comitato che guidi insieme a Santa Sarda? «Duecento, residenti in varie città dell’ Emilia Romagna. Oltre una decina i modenesi. E siamo tutti in una difficilissima condizione. A causa dell’ assenza in farmacie e ospedali della cannabis terapeutica, la grande maggioranza ha dovuto sospendere le terapie. I rimanenti le hanno ridotte drasticamente. E va così in tutta Italia. Basti pensare che al Gaslini di Genova hanno interrotto le terapie per i bambini. Stiamo vivendo un incubo, e non sappiamo quando suonerà finalmente la sveglia…». Tu come stai? «Molto male. Io la assumevo per sindromi neurologiche. Oltre al dolore e all’ insonnia, fatico anche a mangiare. Ho perso oltre 12 chili da quest’ estate. E in più mi espongo a crisi epilettiche». Impossibile trovare cannabis medica… «Purtroppo sì. Abbiamo contattato farmacie in tutta Italia, dando vita a un pellegrinaggio telefonico e fisico nel caso in cui ci fossero anche piccole quantità. Ma ora le scorte sono finite ovunque, anche volendo pagare tanti soldi…». In che senso? «In Emilia Romagna la cannabis terapeutica è gratuita per alcune patologie e i dolori superiori a una determinata soglia. Ma non è così da altre parti, ad esempio nella vicina Toscana dove si paga». L’ hai sostituita con farmaci? «Non posso. Come tantissimi che ne fanno uso, ho iniziato perchè sono farmaco-resistente. E dunque non ho scelta, così come tanti altri pazienti che in questo momento stanno rischiando la vita. Tra loro ci sono anche tanti bambini». Hai sentore di quando potrebbe sbloccarsi la situazione? «Forse a fine mese, inizio febbraio. Ma valuta che l’ emergenza è iniziata da oltre 40 giorni. E le istituzioni non hanno fatto nulla per risolverla, abbandonando al loro destino migliaia di malati in tutta Italia». Dopo la lettera aperta al ministro e la diffida inoltrata insieme agli avvocati del Codacons e di articolo 32, avete in previsione nuove proteste? «Innanzitutto ringrazio i giornali come il Carlino che danno voce alle nostre istanze. In questo momento possiamo solo cercare di farci sentire il più possibile. Purtroppo più di questo non riusciamo a fare. Vorremmo fare un sit-in sotto il Parlamento ma siamo allo stremo. Non abbiamo più le forze fisiche…».
luca soliani

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