22 Marzo 2007

Cannabis, cancellato il decreto Turco

Cannabis, cancellato il decreto Turco
“Perché i preti importanti hanno taciuto?“ TONIO ATTINO TARANTO

ROMA Prima l`aveva sospeso. Ieri l`ha annullato. La sentenza del Tar del Lazio sul decreto Turco che aveva raddoppiato la quantità di cannabis a uso personale da 500 milligrammi a un grammo ha riacceso la polemica. Esultanza nel centrodestra, con la Cdl che invita il centrosinistra ad “ammettere la sconfitta“ e decisione di annullare il decreto del precedente governo che fissava le quantità massime di droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali. Di più. Il centrosinistra invita ad aprire la strada alla modifica della legge Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze. La sentenza del Tar, spiega il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, “dice che questo decreto ha elementi di arbitrarietà, ma dice che pure il decreto del precedente governo, che aveva fissato le quantità massime di droga detenibili per uso personale senza incorrere nel reato di spaccio, aveva le stesse arbitrarietà“. Secondo Carlo Giovanardi, ex ministro con delega per le tossicodipendenze nel precedente governo, “il raddoppio della dose lecita voluto dalla Turco è illegittimo, perchè non suffragato da valutazioni tecnico-scientifiche. Credo, quindi, che l`annullamento del decreto sia dovuto a questo vizio di origine. “Al di là del merito della sentenza del Tar sul decreto Turco, che non commentiamo, resta ed è quanto mai urgente, il problema di correggere e rivedere la legge e di procedere al più presto all`approvazione di un nuovo testo“, dichiara il senatore dell`Ulivo Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità di palazzo Madama. Contrattacca anche il ministro della Salute e ritiene la sentenza una vittoria. “Una rilevante novità – spiega – è costituita dal fatto che, nelle motivazioni, si conferma l`ipotesi secondo la quale si debba ritenere illegittimo anche il precedente decreto, dell`11 aprile del 2006, firmato da Berlusconi, in quel periodo ministro ad interim della Salute, e Castelli, allora ministro della Giustizia, che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili a uso personale. Nei due casi, come risulta dalla sentenza, il procedimento seguito è stato identico anche se ha portato all`individuazione di diversi valori di riferimento. Come immediata conseguenza di ciò è opportuno, in attesa di ogni altra decisione, considerare anche la necessità di cancellare d`ufficio il decreto Berlusconi-Castelli che il Tar, pur rilevandone l`illegittimità, non ha potuto annullare autonomamente perché non oggetto del ricorso presentato alla sua attenzione“. Il ministro della Salute fa un ulteriore passo: “Ora, dobbiamo porci il problema di procedere subito alla modifica della legge Fini-Giovanardi. E` ormai chiaro, infatti, che tale legge ha affidato al ministro della Salute e a quello della Giustizia un compito rivelatosi impossibile: quello di individuare il quantitativo massimo di sostanza stupefacente la cui detenzione non comporta sanzione penale, senza indicare ai ministri interessati il criterio da seguire per stabilire tale limite“.Il ministero della Salute deve tutelare la salute, non gli spacciatori. Il decreto Turco, invece, liberalizza lo spaccio. Me l`hanno fatto capire i ragazzi della mia comunità terapeutica. Mi hanno detto: don Luigi, nessun tossicodipendente va in giro con 30-40 spinelli in tasca. Ne avrà al massimo due, tre. Ecco perché ho deciso di presentare il ricorso. Non potevo tradirli“. Parroco a Taranto, Don Luigi La Rizza, 58 anni, ha fondato nel 1995 la comunità terapeutica “Giovanni Paolo II – Il Risorto di Martina Franca“. E` il sacerdote che, con Codacons e associazione Articolo 32, ha fatto bocciare dal Tar del Lazio il decreto Turco. Don Luigi, se l`aspettava? “No. Ma ha vinto il buon senso. Bisogna sempre volere il bene dei ragazzi, mai andare contro la vita“. Il decreto invece… “Liberalizza lo spaccio. Anche un solo spinello per me è droga. Non c`è droga pesante e leggera: la droga è droga. La società deve combattere per prevenzione e recupero. Anche la legge Giovanardi andrebbe rivista. Toglierei l`arresto per il tossicodipendente, ma lo obbligherei al recupero“. Spinello uguale eroina? “Non tutti quelli che fumano spinelli passano alle droghe pesanti, ma tutti quelli che usano le droghe pesanti sono passati dallo spinello. Un quattordicenne non capisce la gravità del gesto. E` illogico che il ministro, a cui è assegnato il compito di tutelare la salute“ faccia scrivere sul pacchetto di sigarette “il fumo uccide“ e consenta 40 spinelli. Il giovane dice: se va bene per il ministro, figuriamoci per me. Anche il quotidiano “Independent“ ha ammesso di avere fatto in passato una scelta sbagliata. Lo spinello provoca danni irreversibili al cervello“. Sapeva degli altri ricorsi? “No. E Codacons e Articolo 32 non sapevano del mio. Avrei voluto che l`iniziativa fosse presa da altri, non da me“. Altri chi? “Se il ricorso fosse stato presentato da don Mazzi, don Benzi, don Ciotti, avrebbe avuto ben altra valenza. Io sono Davide e non Golia“. Polemizza? “No. Vorrei che si svegliassero coloro che hanno più forza di me. Il ministro con me non parla, con don Mazzi sì“. Gliel`ha mai chiesto? “No, il ministro non perde il tempo con me“.

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