22 Marzo 2007

Cannabis, bocciato dal Tar il decreto Turco

Cannabis, bocciato dal Tar il decreto Turco
Stop al testo che innalzava a un grammo la quantità per l`uso personale. Ferrero: “Niente ricorsi, cancelleremo la legge precedente“

Dalla sospensione all`annullamento: il Tar del Lazio boccia definitivamente il decreto Turco che aveva innalzato da 500 milligrammi a un grammo la quantità lecita di cannabis ad uso personale. Esultano le opposizioni e le associazioni che avevano presentato ricorso, mentre il ministro della Solidarietà sociale, Ferrero (Prc), annuncia che l`esecutivo non ricorrerà al Consiglio di Stato, ma annullerà il decreto del governo Berlusconi che fissava le quantità massime di droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali, perché presenterebbe gli stessi elementi di “arbitrarietà“ contestati dal Tar al decreto Turco. L`esecutivo ha dunque allo studio un nuovo provvedimento per modificare il decreto del precedente governo sulle quantità massime detenibili senza incorrere in sanzioni penali. Intanto, il ministro Livia Turco (Ds, Salute) annuncia: “Dobbiamo porci il problema di procedere sollecitamente alla modifica della legge Fini-Giovanardi“.In pochi giorni, dunque, i giudici amministrativi fanno piazza pulita del decreto Turco, approvato a novembre. Secondo le motivazioni depositate ieri (la sentenza di sospensione era stata emessa il 16 marzo), il decreto “non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione“. Poco convincente, insomma, sarebbe la parte relativa alle conseguenze dell`assunzione di cannabis. Il provvedimento infatti – secondo il Tar – dopo aver “constatato che il principio delle sostanze in questione è diverso da quello di altre sostanze stupefacenti, ancora la scelta al minor potere di indurre alterazioni comportamentali e scadimento delle capacità psicomotorie“. Invece, anche per la cannabis “è prevista una alta incidenza e intensità di effetti disabilitanti, intesi proprio come grave scadimento della performance psicomotoria nell`esecuzione di compiti complessi“. Questo, almeno, desumono i giudici “dall`unico documento scientifico in possesso dell`amministrazione“, in base al quale “il raddoppio del fattore moltiplicatore da 20 a 40 non appare certo congruo“. Più che soddisfatto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, autore assieme all`Associazione italiana per i diritti del malato, del ricorso accolto dal Tar del Lazio: “Ci auguriamo che il ministro della Salute Livia Turco eviti ulteriori e inutili scontri giudiziari“.Ma a quanto pare la controversia non è destinata a chiudersi qua. Non solo la Turco, ma anche Ferrero promette battaglia (“il governo farà sicuramente ricorso“) rivendicando la “correttezza“ del decreto e la bontà dell`obiettivo: “Evitare che la gente rischiasse di andare in galera come spacciatore, pur essendo semplicemente consumatore di qualche spinello“. Certo, ammette il ministro, il decreto serviva solo per tamponare il rischio immediato, ma il compito più urgente, a questo punto, è “fare una legge che complessivamente rivisiti la materia, in modo da poter rispondere positivamente ai problemi che abbiamo“. Altrimenti, con la legge Fini-Giovanardi in vigore, non si farà altro che assecondare l`andazzo delle “politiche repressive“, che “in pochi anni hanno fatto raddoppiare il consumo sia di cannabis che di cocaina“.Per l`opposizione, di modificare l`attuale legge non se ne parla neppure. “L`annullamento del decreto è un atto dovuto“, taglia corto l`ex-ministro Carlo Giovanardi (Udc), in linea con il vice presidente della Camera, Giorgia Meloni (An), che invita il governo a “prendere atto della clamorosa bocciatura, applicando le legge Fini“. E la Turco, secondo Fi, dovrebbe trarre le conclusioni dimettendosi.Anche nella maggioranza l`intervento del Tar suscita clamore, ma per ragioni opposte. Il radicale Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera, definisce “molto grave“ la sentenza, contestando “la sistematicità la magistratura interviene creando diritto ed entrando nel campo del Parlamento“. Una nuova legge è necessaria, concorda tutta l`Unione.

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