CANI RANDAGI: IL CODACONS PRESENTA UN ESPOSTO CONTRO I COMUNI E LE ASL DEL VENETO
Da anni il Codacons svolge numerose battaglie contro ogni tipo di violenza verso animali, e, in particolare, contro l’abbandono dei cani ed il maltrattamento degli stessi, nella piena consapevolezza che gli animali non sono mai responsabili delle loro azioni e che, quindi, ogni danno e tragedia di cui sono causa deriva sempre da un’omissione da parte dell’uomo.
Per tale motivo oggi l’associazione ha deciso di presentare un esposto alle Procure della Repubblica territorialmente competenti per la VENETO, in cui si chiede di fare luce sul fenomeno del randagismo in tutta la regione.
La legge stabilisce che è competenza delle regioni – spiega l’associazione nell’esposto – adottare un programma di prevenzione al randagismo e determinare i criteri per la costruzione dei rifugi e il risanamento dei canili comunali; è competenza dei comuni e delle comunità montane provvedere in concreto al risanamento dei canili esistenti e alla costruzione di nuovi rifugi per i cani, avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione. Alle ASL, invece, spettano i servizi veterinari di recupero dei cani randagi.
Sono giunte recentemente al Codacons – a seguito dei tragici fatti che hanno visto coinvolti cani randagi – numerose segnalazioni di cittadini residenti in VENETO, che chiedono lumi su come siano stati spesi i fondi destinati alla gestione del fenomeno del randagismo. L’associazione ha deciso dunque di fare chiarezza e ha chiesto alle Procure di accertare se, effettivamente, le amministrazioni presenti nella propria zona di competenza abbiano ottemperato o meno a quanto stabilito dalla normativa vigente e, quindi, se abbiano stanziato i fondi necessari a controllare il fenomeno del randagismo, e in quale modo questi soldi siano stati utilizzati.
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