8 Settembre 2014

«Cani antiscippo in centro e in periferia contro microcriminalità e randagismo»

«Cani antiscippo in centro e in periferia contro microcriminalità e randagismo»

Se in tutta la Sicilia vagano all’ incirca 100mila cani randagi, a Catania e provincia – che ne hanno oltre 2.100 – la situazione non è delle migliori ma non si è alla disperazione. Non come in India, per fortuna, lo Stato asiatico che deve fronteggiare orde di milioni di cani senza padrone. Nei giorni scorsi, la città di Nuova Delhi, per bocca del presidente del suo Corpo civico, Lalaj Shrivastava, ha reso noto alla cittadinanza – che è letteralmente assediata da oltre 300mila randagi – l’ ambizioso proposito di «far lavorare questi cani che vagabondano per la città. Il nostro piano – ha dichiarato Shrivastava ad un network locale – è di adottare questi cani randagi e addestrarli, perché diventino veri e propri cani da guardia, che lavorino con le forze di sicurezza pubblica». L’ iniziativa asiatica intende raggiungere due obiettivi: quello di togliere i cani erranti dalle strade e quello di rendere la città di New Delhi più sicura eliminando, o ridimensionando il più possibile, il pericolo per i residenti di incorrere in branchi incontrollati e inferociti. Al progetto animalista di Nuova Delhi, da Catania fa eco il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, il quale propone di utilizzare i randagi di “casa nostra” come “cani antiscippo”, naturalmente do po averli opportunamente addestrati. Compito, quest’ ultimo, demandato obbligatoriamente alle forze di polizia, le quali sono altamente specializzate in addestramenti mirati. Infatti, con successo vengono coadiuvati da anni di validi cani antidroga, antiesplosivi, di ricerca, di salvataggio e soccorso pubblico. «Per Catania e provincia sarebbe un bel passo avanti per risolvere il problema annoso del randagismo diffuso. – Afferma Francesco Tanasi, illustrando la sua proposta. – Anche da noi a Catania non sono mancate, e non mancano di certo, situazioni di pericolo per i cittadini, i quali non di rado sono stati vittime di attacchi da parte di cani, o addirittura di branchi abbandonati a se stessi, specialmente nelle periferie. Se i randagi, che gironzolano senza meta per le vie del capoluogo etneo, venissero catturati, curati e poi opportunamente selezionati e addestrati dalle forze dell’ ordine, soprattutto quali “cani antiscippo”, si otterrebbe il duplice beneficio di ridurre di molto la popolazione dei randagi e, inoltre, di rendere le strade catanesi più sicure per residenti e turisti: dato che gli scippi sono una vera piaga per la nostra realtà. Non dimentichiamo, tra le altre tristi vicende di cronaca cittadina, la signora scippata in via Vagliasindi e poi deceduta in seguito alle ferite riportate». Il «cane antiscippo» è in servizio a Napoli E l’ idea del «cane poliziotto antiscippo» è già realtà in un’ altra città del Sud, molto si mile a Catania soprattutto per l’ alto tasso di microcriminalità. Parliamo di Napoli, dove da oltre un anno i cani antiscippo operano con successo nei quartieri maggiormente a rischio della città del Maschio Angioino. Nasko, il primo cane antiscippo partenopeo, è entrato, infatti, «in servizio» nei primi giorni del marzo 2013. E’ un pastore tedesco di 4 anni, e la sua prima “missione” è stata quella di controllare il Lungomare agli ordini del suo conduttore poliziotto. Nasko, agile e veloce, indossa la pettorina d’ ordinanza con su scritto «polizia» ed è stato opportunamente addestrato per rincorrere e bloccare i criminali, che dopo aver compiuto scippi o rapine si danno alla fuga. Tra le tante doti del «perfetto cane antiscippo», la principale è quella dell’ obbedienza al proprio collega -poliziotto -conduttore. Infatti, è sempre il poliziotto «a due zampe» che comanda e che ha il compito di «lanciare» il suo «Rex» contro i malfattori. Se questo progetto si realizzasse pure a Catania, sarebbe un importante passo avanti nella lotta alla microcriminalità e, nel contempo, al randagismo. Le iniziative del Comune Il Comune di Catania ha avviato alcune valide iniziative di contrasto al problema del randagismo, con l’ obiettivo di ridurre e, in pochi di anni, eliminare addirittura i branchi di cani dalle strade e dalle piazze della città, in centro come nelle periferie. Attualmente, la città di Bellini conta circa 800 cani “vaganti”, cioè randagi abbandonati a se stessi e che si conta di recuperare con l’ aiuto del volontariato e dei cittadini. E Il lavoro finora fatto in questa direzione è di tutto rispetto.
 

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