17 Maggio 2020

Cancellerie nel mirino degli avvocati «Ma anche noi meritiamo rispetto»

la giustizia
LA GIUSTIZIA Angela Trocini Presentata al presidente del tribunale, Giuseppe Ciampa, una nuova proposta organizzativa dell’ ufficio del giudice di pace a Salerno «con la presenza full time del personale in ufficio, purché non si prescinda dall’ adozione delle necessarie misure anticontagio, come l’ accesso regolamentato e l’ utilizzo di tutti i presidi sanitari, nonostante che l’ articolo 87 del DL 18/2020 preveda ancora lo smartworking come modalità ordinaria di prestazione dell’ attività lavorativa». La proposta è arrivata dal funzionario responsabile dell’ ufficio ma c’ è da dire che non si è fatta attendere neanche la risposta delle rappresentanze sindacali alle doglianze dell’ avvocatura sull’ avvio della Fase 2 presso l’ ufficio del giudice di pace a Salerno. In una nota il coordinatore provinciale Uilpa Giustizia, Marianna De Martino, ricorda come da dieci anni l’ ufficio del giudice di pace è sprovvisto di linea telefonica esterna e di una linea passante attraverso il centralino del tribunale «per cui i dipendenti sono stati costretti a dare il numero del proprio cellulare a magistrati ed avvocati che li contattano spesso anche oltre l’ orario di ufficio». E, ancora, la pec, «unica per tutti i lavoratori in servizio, si è bloccata per l’ abnorme afflusso di mail e atti inviati anche in orario notturno e il tribunale sta provvedendo all’ assegnazione di un’ altra casella diposta certificata. A tutti sono note le condizioni particolarmente drammatiche per il giudice di pace e per le indegne condizioni di quello di Salerno, eppure il personale giudiziario subisce attacchi e viene tacciato di scarso impegno arrivando, solo dopo due giorni dall’ avvio della Fase 2 post pandemia, a configurare i reati di interruzione di pubblico servizio ed omissione di atti di ufficio nella gestione dell’ ufficio in questione e la possibilità di denunce alla Procura della Repubblica a carico dei dipendenti dello stesso ufficio». Il riferimento è al Codacons, che nei giorni scorsi ha denunciato gravi e persistenti disservizi presso l’ ufficio dei giudici di pace, con il rischio di una paralisi giudiziaria a Salerno, ed invitando il presidente del Tribunale al ripristino della normale attività. LA POLEMICA E ad essa, come si evidenzia nella nota dell’ Uilpa, «si è aggiunta anche la doglianza, indirizzata sempre al presidente del tribunale Ciampa, del Consiglio dell’ ordine degli avvocati di Salerno relativa all’ impossibilità di svolgere, presso l’ anzidetto ufficio, l’ ordinario lavoro neppure entro il perimetro organizzativo assegnato da protocolli di intesa, linee guida e smartworking delle cancellerie. E con la dichiarazione dello stato di agitazione, il Coa non fa che confermare scarsissima considerazione nei confronti del personale giudiziario sebbene gli iscritti che rappresento e, in generale, tutti i colleghi hanno sempre collaborato con lealtà ed abnegazione. Non voglio alimentare polemiche, ma il personale giudiziario ha il diritto di lavorare in condizioni di dignità e decoro professionale e, al pari di chiunque, soprattutto in sicurezza. La Uilpa vigilerà costantemente sulla tenuta delle misure di sicurezza a tutela non solo della salute dei lavoratori ma anche della collettività e degli stessi avvocati». Ritornando all’ ufficio del Giudice di pace a Salerno, che i locali non rispettino le più elementari norme di sicurezza è stato evidenziato da denunce e sopralluoghi che si sono susseguiti negli anni. Poi con la revisione della geografia giudiziaria del 2012 all’ ufficio salernitano sono stati accorpati undici comuni sebbene gli spazi siano rimasti gli stessi tanto che nel 2016 la stessa Uilpa di Salerno presentò alla Procura della Repubblica un esposto/denuncia per gravi e documentate carenze, chiedendo il sequestro dei locali. Ma senza alcun esito. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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